effe – La notte si stende come un panno di velluto tinto con l’inchiostro delle viti selvatiche, dove ogni stella è una caleidoscopica goccia di olio d’oliva che riflette i sogni sommersi del mare. Fra i terrazzamenti scoscesi, la luna danza con la brezza che porta il profumo di macchia mediterranea, svelando un dialogo silenzioso tra pietre antiche e onde che custodiscono memorie di marinai e pescatori.
Al centro di questo quadro notturno, il silenzio diventa un linguaggio che parla di storie dimenticate e di legami profondi con la terra. Le case di pietra, illuminate appena da luci fioche, stanotte sembrano respirare insieme al ritmo lento della marea, mentre il canto lontano di un gatto rompe la quiete, aggiungendo un risveglio di vita a un paesaggio sospeso nel tempo.
Al tepore della fiamma chiusa in un circolo di fuoco, il profumo del basilico appena tagliato si mescola al sale e al calore del legno bruciato, mentre le ombre delle ginestre disegnano arabeschi, come scrigni di pensieri che il giorno non saprà più ricordare.
In Liguria ogni notte nella lontananza del promontorio di Punta Mesco si fa trama viva che intreccia mare terra e cielo in un gioco di luci e di ombre. Le vigne terrazzate si specchiano nel mare mentre la macchia incolta diffonde i suoi profumi e i borghi antichi sembrano sospesi tra realtà e sogno. Il colore del mare cambia sotto il cielo notturno come l’animo che si perde nei silenzi e nei ricordi, in un dialogo muto con il passato e con ciò che resta oltre la vista del giorno, frammento reale di vita.
*Il Taccuino blu di effe (Fabrizio Pinna) | 2025
