di Alfredo Sgarlato – La seconda giornata dell’Albenga Jazz Festival 2025 si apre con la presentazione dell’interessante libro “Il Jazz e i mestieri”, di Guido Michelone, presentato da Andrea Anfossi, in cui l’autore intervista personaggi che appartengono al mondo del jazz lateralmente, come insegnanti, organizzatori, collezionisti, o scrittori e poeti che dal jazz traggono ispirazione, traendo molti punti di vista, spesso anche opposti, sulla loro idea di musica e sulla sua fruizione. Segue, al pomeriggio, l’esibizione della scuola di ballo Lindy Hop “Swing Patch” sulla musica swing del DJ Yurierre.

La serata vede il direttore artistico del festival Alessandro Collina esibirsi, dopo una lunga tournée mondiale, col suo gruppo Travel Collective. Accanto a lui, pianista di talento che preferisce spesso lasciare il proscenio ai suoi compagni di viaggio, i membri storici Marco Vezzoso alla tromba e Andrea Marchesini, più tre ospiti speciali: il bassista francese Dominique Di Piazza, considerato tra i massimi interpreti dello strumento, collaboratore di Michel Petrucciani, John McLaughlin, Trilok Gurtu, Richard Galliano, Gil Evans, solo per citarne alcuni; lo straordinario suonatore di tabla Nihar Mehta dall’India e il giovane chitarrista algerino Nazim Kri. Come dice Collina “il jazz ci mostra come si può suonare insieme avendo storie, paesi d’origine, religioni diverse. Questo mio quartetto internazionale è la mia risposta ad un mondo in guerra”. Il gruppo viene poi raggiunto da un’altra gradita ospite, la cantante ingauna Roberta Monterosso, che canta un brano dedicato al direttore d’orchestra ucraino Yuriy Kerpatenko, assassinato per non aver voluto suonare per gli invasori del suo paese, e poi il bis finale, una splendida versione di “We shall overcome”.

Il gruppo esegue esclusivamente brani di propria composizione (escluso il già citato bis), ispirati dai lunghi viaggi compiuti dal gruppo in giro per il mondo, specialmente in Asia, dove hanno riscosso grande successo. Brani spesso di atmosfera, più avvincenti quando i ritmi si fanno più ostinati, con fluenti improvvisazioni dei solisti, su tutti il trombettista Vezzoso, ma anche i soli di Mehta e Di Piazza, in ricordo dell’amico scomparso Marc Peillon, trascinano il pubblico che ha riempito anche stasera la piazza tributando ai musicisti sentitissimi applausi. Stasera gran finale, che in caso di pioggia di svolgerà al Teatro Ambra.

*Foto di Roberto Ruaro














