La mattina era fresca e luminosa, il cielo terso di un azzurro intenso prometteva una giornata perfetta per scoprire le meraviglie di Albenga. Il punto d’incontro era fissato davanti alla Cattedrale di San Michele, un imponente edificio romanico che già da solo raccontava secoli di storia. Lucio, la guida, era un uomo sulla quarantina, con un sorriso accogliente e una visibile passione per la sua città. Indossava un cappello di paglia e una camicia dai toni chiari, perfetti per il clima estivo.

Il gruppo si era composto di una dozzina di turisti provenienti da varie parti d’Italia e un gruppetto di residenti curiosi di scoprire aneddoti e storie che, magari, non avevano mai sentito. Lucio iniziò la visita con una breve introduzione sulla storia di Albenga, sottolineando l’importanza della città come nodo commerciale nell’antica Roma e la sua evoluzione attraverso i secoli.
La prima tappa fu la Cattedrale di San Michele stessa. Lucio guidò il gruppo all’interno, dove l’aria era fresca e il silenzio accentuava la sacralità del luogo. “Questa cattedrale,” spiegò Lucio, “è stata costruita nel XII secolo, ma ha subito numerosi rimaneggiamenti. Notate il campanile: è uno dei pochi esempi di torre campanaria del periodo romanico lombardo in Liguria.” I turisti scattavano foto, mentre i residenti annuivano, colpiti dalle dettagliate spiegazioni.

Dopo aver esplorato la cattedrale, il gruppo si diresse verso il Battistero, che Lucio definì “una delle perle più preziose dell’architettura paleocristiana in Italia.” Entrando, si ammirava il mosaico del pavimento, un intricato disegno geometrico che Lucio spiegò essere originale del V secolo. I partecipanti si soffermarono ad osservare le decorazioni, mentre Lucio raccontava storie di battesimi e riti antichi svolti lì.
Il tour proseguì lungo le strette vie del centro storico, dove Lucio indicò palazzi medievali e torri antiche, spiegando come Albenga fosse una delle città meglio conservate della Liguria. “Guardate quelle torri,” disse, indicando il profilo inconfondibile contro il cielo, “sono il simbolo della potenza delle famiglie nobiliari che qui abitavano.”

La passeggiata continuò fino a raggiungere il Museo Navale Romano. Qui Lucio, con tono entusiasta, raccontò del ritrovamento del relitto di una nave romana e delle anfore che ancora oggi custodiscono. “Queste anfore,” spiegò, “contenevano vino e olio destinati a tutto l’impero romano. Pensate che viaggio incredibile!”
Infine, la visita si concluse lungo il fiume Centa, nei pressi delle antiche terme romane, dove Lucio raccontò del legame tra la città e l’acqua, sia come risorsa sia come pericolo. “Albenga è stata più volte colpita dalle inondazioni, ma la sua gente non si è mai arresa,” sottolineò, concludendo con una nota di fierezza per la resilienza dei suoi concittadini.

Il gruppo, arricchito di nuove conoscenze e aneddoti, si disperse con un applauso sentito per Lucio, che con passione e competenza aveva saputo trasmettere l’amore per quella terra ricca di storia e fascino. I turisti tornarono ai loro alberghi con una nuova consapevolezza della città e i residenti, forse, con un rinnovato orgoglio per la loro Albenga.
*Liguria da fiaba. Passeggiando con Lucio alla scoperta di Albenga | 2024 | effe
