Chiunque si trovi a maneggiare un tester (anche detto “multimetro”) per la prima volta potrebbe trovarsi nella situazione di non capire come usare la manopola o i tasti presenti sul dispositivo e i due puntali per tester – i lunghi cavi, uno rosso e uno nero.
La verità è che il multimetro è uno strumento semplice da impiegare solo quando si hanno le competenze e le conoscenze necessarie per farlo. Quando si è alle prime armi, c’è bisogno di un piccolo aiuto per capire come collegare i puntali per tester e come eseguire la lettura.
Qui di seguito trovi una breve guida all’uso corretto del multimetro e dei puntali, così da toglierti ogni dubbio e poter passare subito alla pratica.

Qualche informazione sul multimetro
Il multimetro (comunemente chiamato anche “tester”) è un dispositivo creato per misurare due o più valori elettrici all’interno di un circuito, un impianto o un apparecchio elettrico, tra cui la tensione (misurata in Volt), la corrente (misurata in Ampere) e la resistenza (misurata in Ohm).
Il dispositivo in sé è formato da tre elementi: il display su cui vengono mostrati i valori che si stanno misurando, i pulsanti con cui l’utente può selezionare le funzioni e una manopola che permette di selezionare i valori di misura (tensione, corrente o resistenza).
Ebbene, il dispositivo e tutte le sue componenti sarebbero inutilizzabili senza i puntali tester: i due elementi appuntiti installati all’estremità di due cavi che vanno prima collegati al multimetro e poi posizionati all’interno del circuito per verificarne il corretto funzionamento.
La conformazione dei puntali per tester
Quando si acquista un multimetro, all’interno della confezione si trovano due cavi in PVC (qualità inferiore) o in silicone (qualità superiore): nella maggior parte dei casi uno rosso e uno nero. Il colore non è casuale, bensì serve per segnalare la polarità: il nero è negativo, il rosso è positivo.
Una delle estremità dei cavi presenta dei connettori di tipo banana maschio, simili a quelli usati per casse e amplificatori, che servono per collegare i cavi al tester. L’estremità opposta, invece, ospita i puntali per tester veri e propri: due elementi di metallo che terminano con una punta sottile (da qui deriva il loro nome).
Solitamente, i puntali forniti con il tester sono quelli di base, ma sul mercato ne esistono di forme diverse che possono essere utili per svolgere compiti particolari, come i puntali a morsetto che permettono di afferrare fili molto piccoli e, allo stesso tempo, avere le mani libere per svolgere altri compiti.
Collegare i puntali per tester
Uno dei principali drammi di chi si appresta a usare il multimetro per la prima volta è conseguenza del fatto che i cavi con i puntali per tester sono due, mentre i fori presenti sul dispositivo sono almeno tre (a volte anche di più). Quali bisogna scegliere?
Non esiste una risposta univoca a questa domanda; la scelta dei fori in cui inserire i cavi dipende solo e soltanto dai valori che si desiderano misurare con il multimetro all’interno di un circuito. Se si vuole misurare la corrente all’interno di un impianto di illuminazione natalizia, ad esempio, i buchi saranno diversi da quelli necessari per misurare la resistenza all’interno di un elettrodomestico. I buchi standard in cui inserire i puntali per tester sono tre, etichettati con le diciture 10A, COM e mAVΩ.
Per misurare basse tensioni, resistenze e correnti, è necessario collegare il puntale da tester nero in COM, quello rosso in mAVΩ, perché il fusibile tra questi due fori si trova a 200mA e perché la presa mAVΩ funziona sempre a bassa corrente. Al contrario, se è necessario misurare correnti alte, il cavo nero va collegato a COM, mentre quello rosso (positivo) a 10A perché Il fusibile sulla presa 10A arriva fino a 10 Ampere.
