Genova, Pci contro l’OdG per “Istituire un’anagrafe virtuale antifascista e anticomunista”

Penna lettera

Mauro Alboresi (Segretario nazionale PCI), Matteo Bellegoni (Segretario regionale Liguria PCI) e Luca Stocchi (Segretario provinciale Genova PCI) contestano la recente approvazione da parte del Consiglio Comunale di Genova di un , un ordine del giorno volto a “Istituire un’anagrafe virtuale antifascista e anticomunista” .

 «Da  tempo è in atto la raccolta di firme promossa dall'Anagrafe  Antifascista (una comunità virtuale  di valori aperta a tutti coloro che si riconoscono in una serie di  principi enunciati nella “Carta di Stazzena”) a sostegno della  proposta  di legge di iniziativa popolare “Norme contro la propaganda e  diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo  e la produzione e vendita di oggetti con simboli fascisti e nazisti”,  una proposta che si colloca pienamente nel solco del dettato  costituzionale.
 Nei  giorni scorsi il  Consiglio Comunale di Genova ha approvato, con il   voto favorevole della maggioranza  di centrodestra, quello contrario del M5S, l'astensione del PD e della  Lista Crivello, un ordine del giorno, presentato da Forza Italia  e  dalla Lega, volto a “Istituire un'anagrafe virtuale antifascista e  anticomunista”. 
 I  fautori di tale ordine del giorno puntano espressamente a “Promuovere  una proposta di legge di iniziativa  popolare contro la propaganda delle ideologie fasciste, naziste,  comuniste, eversive e antidemocratica, nonché contro la produzione e la  vendita di oggetti e simboli che richiamino tali ideologie”. 
 Se  non si trattasse di  un atto politico grave, lo si potrebbe ascrivere  alla categoria di una risposta  all'insegna del “ma anche”, alla quale una certa idea e pratica della  politica, come testimonia lo stesso sindaco di Genova, continua a  riferirsi alla ricerca di un consenso trasversale, oppure a quella  del  “proviamo a scimmiottare l'iniziativa degli altri  piegandola ad una visione di parte”. 
 Siamo  di fronte ad una scelta parte del processo di revisionismo storico  in  atto da tempo nel nostro  Paese, lo stesso che ha finito con l'equiparare vincitori e vinti in  nome di una inesistente esigenza di  pacificazione nazionale, con lo  sminuire il ruolo della Resistenza nell'affermazione della  Repubblica, i  valori dell'antifascismo nella Carta Costituzionale,  etc. 
 Un processo che nei giorni scorsi, in occasione della giornata mondiale della memoria, ha reso possibile  ad esponenti della destra del Consiglio Comunale di Cogoleto di inneggiare plasticamente al fascismo. 
 Un  processo revisionista che ha trovato ulteriore spinta nel voto espresso  poco più di un anno fa al  parlamento europeo dai rappresentanti della destra, unitamente al PD,  per restare alla rappresentanza parlamentare italiana,“sull'importanza  della memoria”, che omettendo e stravolgendo la storia ha messo sullo  stesso piano nazismo e comunismo.
 Che nel caso in questione il PD si sia astenuto non è un “passo avanti”, ma la conferma dell'essere  egli pienamente dentro tale processo.  
 Ciò che il Consiglio Comunale di Genova ha compiuto è un atto grave, che merita non solo la massima  riprovazione, ma anche la messa in campo di ogni utile iniziativa volto a contrastarlo. 
 Noi, il  PCI, ci sentiamo impegnati in tale direzione ed abbiamo le carte in regola per farlo. 
 Come   abbiamo avuto modo di sottolineare a più riprese la storia  alla quale  ci rifacciamo è quella  di una  forza politica e culturale che meglio e con maggiore forza ha  dato voce al dolore del Paese ed alla aspirazione all'emancipazione  delle classi subalterne, un punto di riferimento per la conquista di  migliori condizioni di vita, per la difesa del sistema  dei diritti democratici, quegli stessi dei quali beneficiano oggi i  promotori dell'ordine del giorno. 
 Essa, nel senso suo più alto, appartiene alla storia d'Italia.» Mauro Alboresi (Segretario nazionale PCI), Matteo Bellegoni (Segretario regionale Liguria PCI) e Luca Stocchi (Segretario provinciale Genova PCI)
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