Ancora miasmi di bitume dalla Cava di Zuccarello

"Oggi a distanza di oltre due anni dalle prime segnalazioni di insofferenza al disagio, le cose non sono cambiate"

La cava Icose tra Zuccarello e Cisano sul Neva

Zuccarello / Cisano Sul Neva | “Come era facile prevedere, vista la buona stagione, eccoci alle prese nuovamente con le esalazioni e i fumi provenienti dall’impianto di bitume sito in Cava Isola a Zuccarello” lamenta un Gruppo di abitanti della Val Neva e Val Pennavaire.

“L’aumento della produzione di asfalti per ‘rattoppare’ l’autostrada A10 ridotta ad unico cantiere sta gioiosamente rimpinguando le casse della Icose spa ma contemporaneamente ricacciando la popolazione della Val Neva e della Val Pennavaire nell’incubo del soffocamento. Sull’argomento una parte di cittadini locali, dice il comitato civico, “ha svolto un lavoro di ‘contrasto’ sia sul piano legale che amministrativo per individuare una soluzione al grave e reiterato disagio. Oggi a distanza di oltre due anni dalle prime segnalazioni di insofferenza al disagio, le cose non sono cambiate: vuoi la bella stagione che invita ad aprire le finestre al piacevole clima, vuoi per l’aumento delle asfaltature i cittadini sono nuovamente sul piede di guerra. Le Amministrazioni sul territorio hanno speso fiumi di parole per assicurare i loro cittadini che si sarebbero trovate le soluzioni: chi promettendo l’installazione di centraline ad oggi non pervenute, chi istituendo un tavolo tecnico inconcludente con l’azienda. In realtà però è tutto come prima”.

“Mentre le istituzioni a vario titolo dimenticano le loro responsabilità verso la salute pubblica e si preoccupano solamente della ricaduta economica dell’impianto sul territorio, noi abitanti di serie B che non viviamo del contributo diretto del nostro illustre ‘benefattore’ ne subiamo non solo un danno alla salute ma anche una grave perdita economica. Questo che esprimiamo è un appello che deve trovare una risposta concreta nell’immediato perché una nuova estate chiusi nelle nostre case o svegliati in piena notte per il bruciore in gola non è umanamente tollerabile”.

“Viste le condizioni che ‘suggeriscono’ a queste ditte la lavorazione notturna perché la viabilità ‘riposa’ noi abitanti chiediamo che i nostri sonni siano monitorati costantemente perché il ‘buio legislativo’ non ci rassicura anzi ci fa paura. Visto inoltre, che rispetto all’AUA rilasciata nel dicembre 2019 già a Gennaio 2020 l’ARPAL rilevava due gravi infrazioni da parte di Icose spa, ci chiediamo se le autorità comunali hanno vigilato sulle prescrizioni indicate sull’AUA e se sì, quando e con quali esiti”.

“Come precedentemente sottolineato pensiamo che il tempo delle parole e dei proclami sia finito, chiediamo risposte concrete e immediate perché l’esasperazione delle persone non sempre si manifesta in modo civile e costruttivo, soprattutto quando gli interlocutori che a vario titolo dovrebbero tutelarle fanno orecchie da mercante” conclude il Gruppo di abitanti della Val Neva e Val Pennavaire.