Boissano piange l’artista ed amico “Ulay”

Ulay

Boissano / Savona | di Claudio Almanzi – La notizia della morte del pioniere della Body Art l’artista tedesco Frank Uwe Laysiepen, ha sconvolto il mondo dell’arte della Riviera di Ponente, in particolare Boissano, dove l’artista fu ospite, insieme a Gina Pane e Vito Acconci della famosa gallerista ginevrina Marie Louise Jeanneret, presso il Centro Internazionale d’Arte. Considerato uno dei grandi maestri concettuali e visivi del Novecento, fu insieme a Marina Abramovic straordinario interprete della Body Art e maestro della fotografia.

L’artista è morto ieri in Slovenia, all’età di 76 anni, nella sua casa di Lubiana dove viveva dal 2009. Era dal 2011 malato di cancro. A raccontare la sua lunga malattia è stato un toccante documentario intitolato “Project Cancer” del regista Damjan Kozole. A Boissano Layesiepen era conosciuto semplicemente con il suo nome d’arte “Ulay”. “Per noi – ci ha raccontato commosso lo scultore Flavio Furlani, che per quattro anni fu fotografo ufficiale della Jeanneret- Ulay era un amico, uno dei tanti artisti che frequentavano il Centro. Non lo conoscevamo, ma è stato accolto con curiosità e stima, perchè sapevamo che Madame Jeanneret aveva un fiuto infallibile per gli artisti e quelli che invitava erano tutti grandi talenti che si sarebbero rivelati poi dei grandi artisti. Ulay era davvero un personaggio. Ricordo che venne d’estate ed incontrò a Boissano diversi artisti, fra cui la Pane e Acconci. Quelli furono anni davvero splendidi per il Centro: da lì passavano non solo artisti, ma anche giornalisti, galleristi, curatori, collezionisti, critici e fotografi perchè i padroni di casa, Simon Spierer e la Jeanneret avevano fatto del complesso architettonico fondato dalla nipote di Le Corbusier un vero e proprio centro di arte e di cultura”.

A Boissano Ulay giunse proprio su invito del grande gallerista ginevrino Simon Spierer, sommo esperto d’arte, nel centro fondato nel 1963 su iniziativa di Marie Louise Jeanneret. Nel Centro si respirava un ambiente d’arte di livello internazionale e sperimentale. “Ulay” Frank Uwe Laysiepen è stato uno dei più famosi ospiti passati a Boissano insieme ad Andy Wahrol, Mario e Marisa Merz, Vito Acconci, Michelangelo Pistoletto, Georges Moboulese, Aldo Mondino, Gerard Verdijk, Daniele Dezeuze, Gina Pane, Auro Albertini, Acindino Quesada, Jochen Gerz, Jean Mauboules, Alain Kirili, Moroshita Keizo, Jean Otth e Jurg Tanner, tanto per citarne solo alcuni. “Dal Centro – conclude Furlani – sono passati, negli oltre vent’anni di apertura, più di duecento famosi artisti provenienti da tutto il mondo. Con emozione ho appreso della scomparsa di Ulay, artista e persona deliziosa, che ho avuto l’onore di conoscere personalmente”.

A Boissano anche due dei sindaci che più furono vicini alla Jeanneret, Franco Berruti e Francesco Cenere, ricordano Ulay: “Siamo sinceramente colpiti per la scomparsa del caro Ulay- dicono Berruti e Cenere- Un artista straordinario, che ha contribuito a far parte della grande storia del Centro. Quando passò a Boissano non era ancora tanto famoso. Ma la Jenneret lo considerava già un fenomeno. Fu sempre coraggioso e geniale e presto divenne riconosciuto dal mondo dell’arte come una delle grandi star artistiche Internazionali del Secondo Novecento”. Grande commozione naturalmente anche fra i membri della sua più bella creazione, la Fondazione Ulay: “Mancherai profondamente a tutti: famiglia, amici, comunità artistica ed alle migliaia di persone che hai così profondamente toccato e ispirato. Hai influenzato generazioni di artisti e molti altri in arrivo. La tua memoria e la tua eredità continueranno a vivere per sempre attraverso il tuo lavoro e il lavoro della Fondazione ULAY”.