Albenga, 179 ricerche genealogiche nell’Archivio Storico Diocesano

Ma perché così tanti sudamericani, soprattutto argentini, hanno antenati italiani?

Albenga veduta seminario vescovile

Albenga | Dal 1984 tutti i documenti degli archivi parrocchiali della diocesi datati fino al 1940 sono custoditi nell’Archivio Storico Diocesano di Albenga. Seduti ad un tavolo dell’archivio, si possono consultare carte preziose, catalogate, disinfettate e salvate dal degrado a cui erano soggette.

“Possiamo trovare negli archivi parrocchiali tutti gli antenati, senza distinzione di sesso o di rilevanza sociale, compresi i neonati lasciati alla chiesa perché venissero dati in adozione e i defunti trovati per strada. Solo dal 1867 lo Stato Italiano istituì l’anagrafe comunale” spiega la dott.ssa Alma Oleari, direttrice dell’Archivio Diocesano.

Ma perché così tanti sudamericani, soprattutto argentini, hanno antenati italiani? “Nel 1853 l’Argentina divenne una repubblica federale che profuse molto impegno nel progetto di colonizzazione agricola ed attirò gran parte delle popolazioni europee migranti. Tanti poveri liguri andarono in Argentina e negli stati limitrofi a cercare fortuna. Nel 2001 cominciò la fuga dal Sud America e la corsa ai passaporti dei discendenti italiani. A seguito di questi gravi fatti, il Canonico Antonio Bonfante, Archivista Diocesano di cui ero l’affezionatissima e giovane allieva, iniziò da subito a fare ricerche genealogiche, in quanto arrivavano dall’America del sud molte richieste anagrafiche per la doppia cittadinanza. Da quel momento in poi, per conto della diocesi, svolgo ricerche genealogiche: l’unica condizione è conoscere il Comune di nascita dell’antenato. Durante il 2019 ho concluso con successo 179 ricerche anagrafiche. È un grande successo che sottolinea l’importanza culturale e di memoria storica del territorio che riveste l’Archivio Storico Diocesano” conclude la dott.ssa Alma Oleari.