CAL: “la Regione impugni le norme che ledono l’autonomia finanziaria dei comuni”

Cartelli

Genova | Oggi il Consiglio delle Autonomie locali liguri ha approvato all’unanimità un documento in cui si richiede a Regione Liguria l’impugnazione delle norme nazionali che pregiudicano l’autonomia degli enti locali.

Nello specifico, afferma il coordinatore della commissione Finanza locale di Anci Liguria Pietro Piciocchi, assessore al Bilancio del comune di Genova e relatore della proposta: «Chiediamo di impugnare davanti alla Corte costituzionale due norme della Legge di stabilità e di un collegato che contengono delle regole di riparto delle risorse tra gli enti territoriali che pregiudicano particolarmente l’autonomia finanziaria e la capacità di spesa dei comuni della regione e soprattutto contrastano con alcuni principi che la Corte ha chiarito da tempo. Mi riferisco al principio per cui i tagli lineari posti dallo Stato non possono essere perpetuati indefinitamente ma devono essere circoscritti temporalmente; a quello per il quale la perequazione e quindi la solidarietà per i comuni con minore capacità fiscale deve vedere un impegno importante dello Stato, che oggi non registriamo, motivo per cui abbiamo deciso di impugnare la norma che ha consolidato il Fondo Imu-Tasi a 300 milioni contro i 625 milioni in partenza, che per i comuni liguri significa una perdita di quasi 19 milioni. Proponiamo, inoltre – continua Piciocchi – di impugnare la norma che prevede un incremento del 5 per cento annuo, fino al 2030, della percentuale di perequazione rispetto al criterio della spesa storica del riparto del Fondo di solidarietà comunale, che pregiudica fortemente i comuni che hanno capacità fiscali alte, dovute alle elevate rendite catastali. Proponiamo, infine, di impugnare la norma che, a ristoro del taglio di 560 mln operato dal governo nel 2014,  ha previsto un reintegro di soli 100 milioni nel 2020, prevedendo il reintegro totale nel 2024. In questo caso, riteniamo che l’impegno dello Stato debba essere più generoso», conclude Piciocchi.

«Ritengo importante l’iniziativa adottata dal Consiglio di oggi perché va nella direzione di una tutela efficace dei legittimi interessi delle Autonomie locali – sostiene il presidente del Cal Alessio Piana, presidente del Consiglio comunale di Genova – Mi auguro che Regione Liguria colga questa nostra istanza, e che al termine del percorso avviato la Consulta si pronunci in maniera inequivocabile a tutela della capacità fiscale degli enti locali». «Abbiamo assistito a tagli lineari inammissibili negli ultimi anni a danno dei comuni – commenta il vicepresidente del Cal Pino Camiolo, presidente del Consiglio comunale di Imperia – Riteniamo ci siano tutti i presupposti per poter procedere in questa direzione». «Una decisione importante, doverosa, condivisa da tutti gli amministratori liguri – afferma il vicepresidente di Anci Liguria Fabio Natta, sindaco di Cesio – L’auspicio è che la Regione accolga il nostro invito e che la Corte costituzionale sani un vulnus di normative radicate nel tempo che ledono i comuni liguri e, con essi, i cittadini dell’intera regione. Un risultato significativo è già stato ottenuto da Anci nazionale. Confidiamo nel ristabilimento integrale dei criteri di equa redistribuzione delle risorse».

«Una decisione presa per garantire ai comuni la certezza del diritto, in particolare la garanzia di risorse per dare i servizi pubblici locali ai cittadini. Non è giusto far pagare ai comuni e di fatto ai suoi cittadini, il debito dello Stato – dichiara il sindaco e presidente della provincia della Spezia Pierluigi Peracchini, coordinatore delle Province liguri – Un conto è contribuire una tantum a un problema nazionale, un conto è vedere togliere le risorse dei comuni di fatto per sempre, e poi chiedere di garantire gli stessi servizi locali. Ormai non ci sono più i soldi per le cose più semplici come tappare le buche e invece si insiste nel far pagare di più i nostri comuni solo perché ad esempio abbiamo le rendite catastali più alte delle altre regioni. Confidiamo nel ripristino della certezza del diritto per servire al meglio i nostri concittadini», conclude Peracchini.

Per il presidente della provincia di Imperia Domenico Abbo «Quella di oggi è stata una operazione corale e doverosa. Non possiamo più sostenere un sistema di perequazione particolarmente iniquo per la nostra regione». «Le difficoltà che abbiamo quotidianamente con le nostre casse sono notevoli, e c’è assoluto bisogno di porvi rimedio», lamenta il presidente del Consiglio comunale di Finale Ligure Franco Desciora. Dello stesso avviso il sindaco di Bonassola Giorgio Bernardin, componente del Cal, secondo cui quella di oggi è stata «Un’azione assolutamente doverosa, quello che amministro è un comune di 800 abitanti che, tra i piccoli comuni, è tra i più penalizzati perché ci viene prelevato forzatamente il 67 per cento dell’Imu». Infine, anche il sindaco di Terzorio Valerio Ferrari, componente del Cal, condivide la proposta: «Nonostante con questi criteri il mio comune guadagni molto sul riparto del Fondo di solidarietà comunale, ho sostenuto l’impugnazione per una questione di principio e di correttezza del sistema di perequazione Stato-enti locali».

Il Consiglio delle Autonomie Locali, oltre alle funzioni di norma esercitate e disciplinate dall’art.5 della l.r. 1/11 e s.m.i., ovvero esprimere parere obbligatori ed esercitare l’iniziativa legislativa  nelle materie di competenza del sistema delle autonomie locali, può PROPORRE al Presidente della Giunta Regionale l’impugnativa degli atti dello Stato o di altre regioni ritenuti lesivi dell’autonomia regionale e di quella degli enti locali della Liguria. La nota in sintesi. In sintesi, la nota riguarda la proposta di impugnare i seguenti articoli di legge: A) art.1 comma 554 legge nazionale 160/2019 che ha stabilizzato per gli anni 2020-2021-2022 il c.d. Fondo IMU-TASI nella misura di 300 milioni anziché nell’originaria misura di 625 per il reintegro delle perdite di gettito subite dai comuni dall’anno 2014 per effetto dell’introduzione della TASI; B) art.57 comma 1 d.l. 124/2019 convertito in legge 157/2019 che dispone un incremento del 5% annuo (dal 2020 sino ad arrivare al 100% nel 2030) della percentuale di perequazione a valere quale criterio di distribuzione delle risorse del Fondo di Solidarietà Comunale tra i comuni; C) art.1 comma 849 legge nazionale 160/2019 che, anziché reintegrare dal 2020 il FSC nella misura di 563,4 milioni, stabilisce un meccanismo di ricostituzione progressiva, che solo nel 2024 vedrà il pieno reintegro della componente verticale del suddetto fondo.