Finale Ligure, “Il commercio non riguarda solo i commercianti”

Finale Ligure | Sul tema dei rogolamenti comunali per il commercio il gruppo Le Persone al Centro, ha presentato una mozione “al fine di arrivare all’approvazione di un ordine del giorno in Consiglio comunale che impegni la giunta a mettere mano al regolamento e a misure ad hoc per tutelare il piccolo commercio e al tempo stesso il centro storico finalese, due ambiti strettamente collegati fra di loro”.

La scorsa settimanam comentano i consiglieri di minoranza Camilla Fasciolo e Massimo Gualberti, “è stato proposta dalla giunta comunale la revoca del divieto di apertura di banche, agenzie e uffici ai piani terra del centro storico. Nelle motivazioni del provvedimento, che giustificano il cambiamento, si legge della presa d’atto della ‘grave decrescita del commercio e dell’economia’. Il freno di questa discesa verrebbe individuato nella possibilità di collocare, nei centri storici, in immobili altrimenti vuoti, categorie di attività fino ad oggi vietate. Come dire che il tessuto commerciale possa essere migliorato e sostenuto sostituendo alle vetrine vuote delle vetrine chiuse”.

“L’esperienza del trasferimento dell’INPS a Finalmarina dovrebbe essere sufficiente a comprendere quale impatto possano avere vetrine smerigliate e chiuse nel cuore del centro storico” sostengono i consiglieri del gruppo Le Persone al Centro. “Peraltro questa decisione, che penalizzerà molti favorendo pochi, giunge in un momento in cui le banche chiudono, il mercato del mattone non ha bisogno di nuove agenzie immobiliari e pochi uffici hanno ormai bisogno di portali fisici. Assai più incisivo per un miglioramento della rete commerciale, che per inciso non riguarda solo il commercio ma l’intero sistema economico della città, sarebbe l’incentivazione di Centri Integrati di Via, attività artigianali, piattaforme comuni di E-commerce e quanto possa determinare la cooperazione tra le attività commerciali già insediate. Ciò dovrebbe avvenire non a parole, ma attraverso l’allocazione di importanti risorse economiche tratte dalla tassa di soggiorno e dalle leve fiscali disponibili, attraverso le quali finanziare bandi a progetto, nuove aperture e quanto possa arricchire l’offerta commerciale ed artigianale dei centri urbani”.

“Un’altra iniziativa, nella direzione opposta a quella intrapresa, dovrebbe mutuare quanto già parecchi Comuni hanno fatto: mettere mano ai propri regolamenti per introdurre limitazioni e prescrizioni, anche individuando nuove attività inconciliabili e incompatibili con le esigenze di tutela dei centri storici. In tutti i casi qualunque azione da adottarsi dovrebbe coinvolgere le associazioni di categoria, sindacato dei proprietari compreso, affinché le iniziative adottate si inseriscano in un programma di interventi e non si limitino, come al solito, ad inseguire il problema di turno” concludono i consiglieri Gualberti e Fasciolo.

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