Liguria, attività commerciali e vendita di prodotti sfusi e alla spina

Genova | Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la Proposta di legge 233 “Promozione di attività commerciali di vendita di prodotti sfusi e alla spina” (Fabio Tosi, Alice Salvatore, Andrea Melis, Marco de Ferrari). In aula Mauro Righello (Pd) ha chiesto di aggiungere la propria firma e Luca Garibaldi (Pd) quella di tutto il gruppo. Il testosi pone come fine la riduzione di produzione di rifiuti e riguarda la regolamentazione della concessione di contributi regionali a fondo perduto per l’apertura di nuove attività commerciali di vendita di prodotti sfusi e alla spina o per la realizzazione di punti vendita di prodotti sfusi e alla spina in esercizi commerciali già esistenti. Il provvedimento demanda alla Giunta, previo parere della Commissione competente, la stesura di un programma riguardante le modalità di attuazione degli interventi e delle relative iniziative; istituisce il Registro delle attività commerciali di vendita di prodotti alla spina della Regione e demanda ad una delibera della Giunta la definizione dei requisiti dei negozi, le condizioni per la concessione, la liquidazione e la revoca dei contributi, i controlli, e le campagne di informazione e sensibilizzazione per promuovere la diffusione dei negozi alla spina. La pdl, infine, prevede che, sempre la giunta predisponga annualmente per l’Assemblea legislativa una relazione sullo stato di attuazione della legge e i risultati degli interventi effettuati.

Fabio Tosi ha illustrato la proposta di legge: «Gli imballaggi sono, di norma, usa e getta e finiscono per aumentare la quota rifiuti prodotti dagli utenti». Secondo Tosi «è necessario non solo incrementare la quantità di imballaggi riciclabili e riciclati o recuperati ma puntare sulla riduzione a monte della produzione di rifiuti. Quindi ogni azione che possa ridurre la presenza di imballaggi deve essere stimolata dalle legislazioni nazionali e regionali. In tal senso si muove la diffusione di negozi e punti vendita di prodotti sfusi o alla spina cioè messi in vendita senza imballaggi primari e secondari: l’acquirente può prendere la giusta quantità di prodotto da dispenser o spillatrici e i prodotti venduti sfusi o alla spina di solito sono più economici rispetto ai prodotti confezionati perché il consumatore acquista esclusivamente la materia prima senza dover pagare per la confezione, la cui realizzazione può incidere anche del 10% sul prezzo finale. Una famiglia italiana può risparmiare fino a 700 euro all’anno scegliendo i prodotti alla spina in sostituzione di quelli confezionati. I vantaggi economici – ha concluso – riguardano anche le aziende produttrici, distributrici o di vendita al dettaglio, che risparmieranno sui trasporti, sui costi di smaltimento dei rifiuti e per la produzione di imballaggi».

L’assessore allo sviluppo economico Andrea Benveduti ha condiviso le finalità delle proposta di legge: «Occorrono azioni che rendano meno tossico l’ecosistema e che possono migliorare la qualità di ciò che mangiamo avviando un circolo virtuoso che va dalla produzione al consumo». L’assessore ha concluso: «Sono tutti piccoli passi ma, se non si fanno passi, non si va da nessuna parte». Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha espresso apprezzamento per la norma e ha annunciato il voto favorevole del gruppo.