Liguria, Consiglio regionale: dibattito sui documenti finanziari e di bilancio (1)

Il Palazzo di Regione Liguria in Piazza De Ferrari a Genova

Genova | Con i primi interventi dei gruppi di monoranza, iniziato oggi in Consiglio regionale il dibattito sui documenti finanziari e di bilancio presentati qualche giorno fa dalla Giunta Toti. Marco De Ferrari (M5S) nella relazione di minoranza ha sottolineato soprattutto i temi ambientali. «Occorre investire sempre più risorse – ha detto – per preservare e rivalutare il preziosissimo capitale naturale per affrontare e prevenire l’emergenza per i cambiamenti climatici in atto e raggiungere una concreta “prevenzione civile”, che deve diventare un binomio indissolubile con l’altrettanto importante protezione civile. Sforzi aggiuntivi, inoltre, devono essere indirizzati verso la necessità di preservare, ampliare e istituire nuovi parchi e aree protette regionali e interregionali, insomma deve essere un insieme di investimenti che può essere assimilabile a una vera e propria manovra economica: un “green new deal” regionale». De Ferrari, in particolare, ha sottolineato la necessità diinvestire più risorse sulle fonti rinnovabili e sulle bonifiche. «È urgente – ha aggiunto – cambiare il trend sul presidio e sulla vigilanza perché maggiori risorse in questo settore portano a innumerevoli risparmi dal punto di vista economico. Il recente report Ecomafie 2018 di Legambiente “Crimini contro la biodiversità” ha evidenziato che la nostra regione tra il 2017 e il 2018 si è piazzata, per la prima volta, quarta tra le regioni proprio per i reati contro la biodiversità». Il consigliere ha rilevato la necessità, in questo senso, di investire risorse anche sui corpi di vigilanza, che – ha detto – sono in costante riduzione, e nella prevenzione ambientale. Altro tema importante, secondo de Ferrari, è la messa in sicurezza del territorio: «Serve una visione di insieme dei bacini idrografici, con interventi anche di ingegneria naturalistica e non una visione limitata alla sola parte a valle». Nella seconda parte della sua relazione il consigliere ha ribadito la necessità «di preservare e ampliare parchi e aree protette regionali, scarsamente o per nulla considerati in questi cinque anni di legislatura, nella loro naturale accezione di aree in cui far fruttare in chiave sostenibile quel capitale naturale». Rispetto a questo settore De Ferrari ha denunciato «i ripetuti tentativi della giunta di cancellare aree contigue di alcuni parchi liguri, la “liofilizzata” proposta di nazionalizzare il parco di Portofino ai soli confini del 1935, la proposta di soppressione dell’Ente parco di Montemarcello Magra Vara, la mancata realizzazione del parco del Finalese, fino al capriccio di non voler far entrare una piccola porzione del comune di Urbe nel parco del Beigua». Forti critiche sono state espresse sulla «“legge sfasciaparchi” con cui abbiamo perso 540 ettari di parchi regionali, dai parchi regionali più importanti come Alpi Liguri, Antola e Aveto». Il consigliere ha auspicato la costituzione delle Zone Economiche Ambientali (ZEA), che prevedono agevolazioni e vantaggi fiscali per i Comuni che sono all’interno delle aree dei Parchi nazionali e per coloro che vogliono aprire al loro interno attività imprenditoriali ecosostenibili.

Juri Michelucci (Italia Viva), presentando la relazione di minoranza, ha esordito: «Oltre agli annunci sulla volontà di sostenere lo sviluppo e la crescita della Liguria, in realtà siamo in presenza di buoni intenti, ma di misure di governo deboli o inesistenti». Secondo il consigliere l’esenzione del bollo per i motocicli per l’anno 2020, «segue il percorso tracciato in questi anni ovvero interventi di facciata che non incidono sulla ripresa dell’economia ligure». Al contrario – ha aggiunto – «l’aumento delle tasse regionali, con un gettito di 40 milioni di euro, è stata più significativa della riduzione delle imposte, propagandata dalla giunta Toti». Il consigliere ha sostenuto che «la domanda interna e i consumi delle famiglie restano vicini allo zero mentre la disoccupazione ligure, in base ai dati ISTAT del secondo trimestre 2019, pone la Liguria ben lontana dai risultati raggiunti nelle regioni del centro nord». «I numeri mettono in luce come gli strumenti per la crescita (tra cui il Grow Act e il Fondo Strategico) e le politiche della giunta Toti – ha aggiunto – siano del tutto insufficienti per creare le condizioni per uno sviluppo durevole». Secondo il consigliere «tra le possibilità per provare a sostenere la crescita economica ci sono la riqualificazione della spesa corrente e l’utilizzo dei fondi europei in modo da creare un forte impatto di crescita e una forte politica di investimenti. Nella partita corrente, invece, siamo in presenza di una gestione ordinaria o tecnica». Il consigliere ha rilevato, inoltre, che nella manovra ci sarebbero riduzioni di investimenti su ordine pubblico e sicurezza, istruzione e diritto allo studio, tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali, turismo, assetto del territorio ed edilizia abitativa. Michelucci ha aggiunto: «Si è “spacciato” per promozione del territorio una continua proposta di iniziative di intrattenimento che hanno consentito alla giunta di rimanere sulla scena mediatica senza, però, minimante incidere sui reali processi culturali ed economici del territorio. I Fondi Europei – ha aggiunto – non vengono utilizzati in modo tale da creare un impatto concreto nel sostegno alla crescita socio economica della Liguria e la nostra regione è ultima in Italia per l’impegno di spesa per il fondo a sostegno dell’agricoltura». Rispetto alla spesa sanitaria ha aggiunto: «Le fughe in un anno sono quasi raddoppiate e, nonostante arrivino più risorse, non si investe sul personale. Solo oggi la giunta annuncia investimenti e assunzioni, ma il disastro che ha causato è sotto gli occhi di tutti».

Sergio Rossetti (Pd) ha presentato la prima parte della relazione di minoranza del gruppo. «La Liguria non cresce e lo dicono – ha esordito – gli stessi dati scritti dalla Giunta regionale nel Documento di economia e finanza che ha ritoccato, al ribasso, le previsioni del Def di dicembre visto che, invece di crescere dell’1,2%, dobbiamo fare i conti con una previsione di meno 0,1%. La regione è in recessione e il prossimo anno saremo in stagnazione e così fino al 2022. Insomma ci troviamo di fronte al completo fallimento del “modello Toti.” E questo vale – ha aggiunto – per tutti gli indicatori principali: dai consumi delle famiglie a quelli della pubblica amministrazione, dagli investimenti all’industria, all’agricoltura, ai servizi e anche il turismo segna il passo». Rossetti ha poi lamentato il fatto che non sia stata presentata in Consiglio la relazione su come sono state spese le risorse del Fondo strategico regionale perché «di fatto, il Fondo, circa 100 milioni di euro, richiede l’individuazione di obiettivi di medio e lungo periodo che la giunta non ha mai definito». Forti critiche sono state espresse anche sull’attuazione della “Legge sulla Crescita”: «Nulla di quanto annunciato si è verificato». «Il più grande ed evidente fallimento – ha sottolineato – è nella sanità. La giunta ha aumentato le tasse perché, di fatto, sono aumentate le persone che pagano l’IRPEF e sono cresciute le fughe sanitarie. La Regione ha preso più soldi da Roma, eppure ha ridotto le prestazioni e ha creato i pendolari delle cure radioterapiche. Sono aumentate le liste di attesa delle specialistiche, delle RSA per anziani e questa amministrazione sta rendendo più difficile la vita delle famiglie dei bambini disabili». Forti critiche sono state espresse ai progetti per dare in gestione ai privati di alcuni ospedali liguri, sul progetto del nuovo Galliera e sul cantiere del nuovo Felettino. Rossetti ha lamentato, inoltre, l’assenza di un report sugli impatti dei Fondi Europei che sarebbero stati erogati senza una reale programmazione e ha concluso: «L’economia regionale stagnante, il calo demografico, il gravissimo deficit infrastrutturale non richiedono una politica degli annunci ma un’azione complicata e gravosa».

Luca Garibaldi (Pd) ha illustrato una parte della relazione di minoranza del gruppo intervenendo sul tema della sostenibilità: «La giunta in questi anni ha costruito una risposta sul breve periodo, ma non ha investito sul futuro e la gestione dei fondi europei e del territorio ne sono un’evidenza. Dobbiamo essere una regione che si proietta in avanti invece la logica è tenere le cose così come stanno». Garibaldi ha ribadito che il Fondo Strategico dovrebbe essere destinato proprio al tema della sostenibilità «per fare della Liguria una regione laboratorio in Italia» e ha preannunciato una serie di emendamenti per potenziare la prevenzione del dissesto del territorio. In particolare Garibaldi ha suggerito misure di incentivazione fiscale per le imprese, soprattutto green, che aprono in aree interne e montane.

La presentazione delle relazioni dei consiglieri sui documenti di bilancio, avviato il mattino, si è concluso nel pomeriggio con l’intervento di Fabio Tosi. Fabio Tosi (M5S) si è soffermato soprattutto su tre aspetti del Collegato alla Legge di Stabilità 2020: misure previste a supporto degli enti locali per gli appalti nel settore delle infrastrutture e della messa in sicurezza del territorio, le azioni per la promozione del riciclo dei rifiuti e del “plastic free” e sul contributo per l’acquisto dispositivi di allarme “anti abbandono” dei bambini in auto.Tosi ha accolto con favore le misure a supporto degli Enti locali e ha ricordato, a questo proposito, il caso del progetto della messa in sicurezza del litorale di Rapallo, fermo ormai da anni, auspicando che possa essere così concluso. Il consigliere ha manifestato condivisione anche per la promozione del riciclo dei rifiuti, ma ha invitato la giunta affinché «queste azioni di promozione siano focalizzate sulle nuove generazioni perchè loro sono il nostro futuro e hanno una maggiore sensibilità sul tema rispetto a noi adulti». Tosi ha condiviso anche il contributo alle famiglie per l’adozione del seggiolino per i bambini in auto “anti-abbandono” ma ha rilevato la necessità di un’adeguata informazione sulla nuova misura regionale e ha annunciato la presentazione di un emendamento che estende la platea dei beneficiari fino ai nonni e alla bay sitter con adeguati vincoli legati al reddito annuo.

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