Save the Children, nella UE quasi 23 milioni di bambini a rischio povertà ed esclusione sociale

In occasione del Consiglio Europeo che si terrà oggi e domani e che avvierà i negoziati sul bilancio dell’Unione per il periodo 2021-2027, Save the Children si appella ai Capi di Stato e di Governo

Savona / Roma | La povertà minorile in Europa rappresenta una grave emergenza che deve essere messa immediatamente al centro delle politiche: nell’Unione Europea sono quasi 23 milioni i bambini a rischio di povertà ed esclusione sociale (Fonte: Eurostat 2019). Sono bambini e adolescenti costretti a crescere in condizione di grave disagio abitativo, spesso in case senza i servizi fondamentali, senza riscaldamento, elettricità e/o acqua calda, senza la possibilità di consumare quotidianamente pasti nutrienti e con un limitato accesso ad un’istruzione di qualità. In occasione del Consiglio Europeo che si terrà oggi e domani e che avvierà i negoziati sul bilancio dell’Unione per il periodo 2021-2027, Save the Children si appella ai Capi di Stato e di Governo, a partire dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, affinché i diritti dei minori siano al centro dell’agenda politica. “I bambini che crescono in condizioni di povertà sono più esposti alla dispersione scolastica, con conseguente svantaggio al momento dell’entrata nel mercato del lavoro, alti tassi di disoccupazione, bassi salari o lavori precari. È quanto mai necessario assicurare una Child Guarantee europea, un’iniziativa volta a contrastare la povertà minorile e l’esclusione sociale dei bambini. La stessa Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, l’ha infatti indicata come un obiettivo di lavoro della Commissione per i prossimi anni”, sottolinea Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.

RobertoMichels

La proposta del Parlamento Europeo è quella di destinare 5,9 miliardi di euro del Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027 (quasi il 6% delle risorse del Fondo) all’implementazione della European Child Guarantee per il contrasto della povertà educativa minorile nell’Unione Europea. “Si tratta di un segnale che accogliamo con favore e che, insieme ai nuovi criteri proposti dalla Commissione nell’assegnazione dei fondi europei al fine di ridurre le disparità nell’Eurozona, potrebbero incrementare le risorse destinate al nostro Paese per il contrasto alla povertà minorile”. Il Consiglio europeo – sottolinea ancora Save the Children –  è chiamato inoltre a dimostrare un impegno concreto a favore dell’infanzia e dell’adolescenza per porre fine alla povertà minorile in Europa e nel mondo, impegno cardine dell’Agenda 2030 e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Di fronte all’aumento progressivo delle sfide globali, l’Unione europea ha il dovere di dimostrare la sua leadership anche nella difesa del multilateralismo, impegnandosi in prima linea anche sui temi dell’aiuto allo sviluppo, la povertà globale, le disuguaglianze, la crisi climatica. Per tutto questo servono però investimenti coraggiosi e politiche che mettano al centro i minori, guardando al futuro con l’obiettivo di non lasciare che nessun bambino rimanga indietro”, conclude Raffaela Milano.

Bambini sulla soglia

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