Cordoglio Confagricoltura Liguria per scomparsa di “Nino” PIcedi Benettini

calice di vino rosso tramonto

Savona / La Spezia | “Un grande amico, un grande agricoltore, già presidente di Confagricoltura La Spezia, aveva contribuito all’affermazione della viticoltura specializzata sulle colline della Val di Magra, facendoci conoscere ed apprezzare i colori, i profumi ed i sapori dei suoi vini”. Con queste parole Renato Oldoini, “anima” della Confagricoltura spezzina, ricorda oggi il conte “Nino” Picedi Benettini, scomparso oggi nella sua Lunigiana. “Un grande rappresentante delle viticoltura spezzina – dichiara il presidente locale di Confagricoltura, Filippo Zangani – ricordando come Picedi fu tra i produttori fondatori del “Colli di Luni”.

La scomparsa di questa storica ed insigne figura lascerà sicuramente un vuoto in tutta la viticoltura ligure. La sua storia è quella dell’intera famiglia Picedi Benettini, che nella “storica e pura terra di Lunigiana, assai prima che vi giungesse Dante – come amava ricordare – aveva dato origine ad attività agricola censita nell’antica città di Luni già dal 177 A.C.  Lì la nobile famiglia aveva terreni e case ed era dedita, sin dagli albori, alla cultura, con uomini d’arte e giureconsulti, ed all’agricoltura appunto”.

L’attività agricola moderna ebbe inizio nei primi secoli dello scorso millennio e si era tramandata, di generazione in generazione, fino ai giorni nostri. La Tenuta, da sempre gestita dalla famiglia, vedeva nel conte “Nino” l’anima gagliarda che aveva saputo affermare con grande tenacia la viticoltura dell’intera Lunigiana.  Coltivava i famosi “Chioso”, “Barcola” e “Ceserano” con il metodo dell’agricoltura sostenibile dando vita, tra i primi, alla DOC dei “Colli di Luni” e all’IGT “Val di Magra” su terreni da secoli dediti alla coltivazione della vite.

«Vigneti posti a cavallo della collina, tra il Golfo della Spezia e la Vallata del Magra, un magico luogo dove si incontrano da sempre le brezze marine, cariche di salmastro ed umidità, e le correnti fresche dell’Appennino, con il loro clima asciutto. Un clima perfetto per la viticoltura sfruttato sapientemente dal conte, “Nino” per gli amici, che qui aveva le sue origini, la sua storia, la sua passione. Non di meno amava le terre, ed i vini, a ridosso dello storico borgo di Ceserano, perché in quei posti la natura infondeva ai suoi vini caratteristiche uniche. Con il conte se ne va un pezzo importante della storia della viticoltura “eroica” della Liguria. Alla famiglia il cordoglio di tutta la Confagricoltura ligure, e, siamo sicuri, dell’intera viticoltura della Liguria, con l’augurio, questo si, che la storia dei Picedi Benettini possa continuare per altre generazioni, soprattutto grazie a ciò che “Nino” è stato ed ha fatto» conclude Confagricoltura Liguria.

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