Appalti scuole: “no a licenziamenti di stato”

Savona / Roma | Il ministero dell’Istruzione e della Ricerca ha pubblicato l’atteso Decreto Ministeriale sul processo di internalizzazione dei servizi di pulizia, ausiliariato e decoro nelle scuole italiane, slittato al 1° marzo 2020, confermando le 11.263 assunzioni ma anche le migliaia di licenziamenti. Non si è fatta attendere la reazione dei sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, che domani 10 dicembre, nel ribadire le rivendicazioni sull’annosa vertenza che coinvolge complessivamente 16mila addetti Ex Lsu e Appalti Storici, scenderanno in Piazza con Cgil Cisl Uil nell’ambito delle manifestazioni programmate per denunciare la mancanza di risposte adeguate alle tante crisi aperte nel nostro Paese, delle quali quella degli Appalti Scuole è una delle più gravi e complesse.

RobertoMichels

«Il testo del Decreto Ministeriale – recita un comunicato sindacale unitario – pur recependo alcune proposte delle nostre organizzazioni sindacali, a partire dal riconoscimento dei periodi di sospensione per i lavoratori degli appalti storici, non garantisce il posto di lavoro e il reddito a tutti i 16mila dipendenti oggi occupati negli appalti di pulizie e ausiliariato delle scuole statali di ogni ordine e grado». Per le tre sigle «i posti disponibili – stabiliti n 11.263 unità – sono notevolmente inferiori al personale presente oggi nell’appalto migliaia di lavoratori non hanno i requisiti per l’internalizzazione». Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti puntano il dito vs la mancanza di «certezze sul mantenimento del reddito attuale per tutte le persone» e vs «il taglio di 170 milioni di euro – accantonate con la Legge di Bilancio 2019 – risorse che oggi sono utili a dare risposte e soluzioni per tutte le lavoratrici e lavoratori».

E ancora «il Decreto individua una ulteriore Procedura Selettiva da concludersi entro il 1°gennaio 2021, ma per le Organizzazioni Sindacali non è ancora una risposta sufficiente, non ci deve essere la politica dei due tempi!». Lo slittamento al 1° marzo 2020 delle assunzioni in ruolo, deciso dal Miur – stigmatizzano i sindacati – deve essere utilizzato per individuare le soluzioni per garantire lavoro e reddito a tutti, per questo che, nonostante le richieste, ci sono stati negati». Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti Uil «è inaccettabile che una positiva e storica operazione che stabilizzerà migliaia di lavoratrici e lavoratori, per mancanza di ascolto e coraggio da parte del governo e della politica, produca contestualmente perdita di salario e, soprattutto, perdita di posti di lavoro!».

Ultima revisione articolo:

ALTRE NOTIZIE di OGGI