Presidio degli allevatori e di Coldiretti Liguria al Terminal Traghetti di Genova, “per la difesa del latte e dei consumatori” (foto)

Oggi, dalle 9,30 alle 18, presidio degli allevatori e di Coldiretti Liguria 2 - Presidio Coldiretti - GE 11-11-2015davanti alla Coop A. Negro, nel piazzale antistante il Terminal Traghetti di Genova, da via Milano.

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Alle 11, sul piazzale, si svolgerà anche una conferenza stampa alla quale parteciperanno l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai, il presidente di Coldiretti Liguria, Gerolamo Calleri, il presidente dell’Ara-Associazione regionale allevatori Stefano Ghiso, il direttore generale di Coldiretti Liguria Giovanni Moretti, i presidenti e i direttori provinciali di Coldiretti, rappresentanti delle Associazioni dei consumatori liguri.

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Sabato 14 dicembre al Teatro Chiabrera di SAVONA "Lo Schiaccianoci” di Čajkovskij con il Balletto di Milano diretto da Carlo Pesta.

La manifestazione si inserisce nel quadro della mobilitazione nazionale avviata da Coldiretti «per la difesa del latte italiano e per tutelare i lavoratori del settore schiacciati dalle multinazionali con prezzi di acquisto inferiori ai costi di produzione. Coldiretti, con il sostegno di molte associazioni dei consumatori, denuncia: – Il latte italiano viene sostituito con latte di provenienza sconosciuta, senza l’indicazione dell’origine in etichetta e senza trasparenza sugli ingredienti utilizzati: solo 1 busta di latte UHT su 4, vendute in Italia, contiene latte italiano. – Le industrie acquistano semilavorati di latte (cagliate, caseine e caseinati) di provenienza straniera, per produrre formaggi, yogurt e mozzarelle, spacciandoli per made in Italy: una mozzarella su 2 consumate in Italia è prodotta con cagliate straniere. – Il latte viene pagato ai lavoratori pochi centesimi, meno di quanto costa produrlo. – Contemporaneamente il prezzo per i consumatori resta inalterato ed è ai più alti livelli in Europa. Queste le conseguenze: dall’inizio della crisi hanno chiuso più di 3 stalle al giorno; si sono persi 32 mila posti di lavoro; le montagne sono state abbandonate; c’è meno “verità” e sicurezza sulle tavole delle nostre famiglie e nei prodotti per i bambini».

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