Disastrato trasporto ferroviario in Liguria: intervento in Senato della sen. Albano

La Sen. Donatella Albano del Partito Democratico è intervenuta in Donatella Albano 01Aula al Senato per sollecitare una maggiore impegno da parte del Governo per la risoluzione delle diverse problematiche inerenti il trasporto ferroviario in Liguria.

“Dal raddoppio non ancora completato e in fortissimo ritardo rispetto la pianificazione degli ultimi 10 anni, alla necessità di trovare al più presto una soluzione per il nuovo Contratto di Servizio, attualmente in scadenza a fine anno, che non penalizzi i circa 105mila pendolari che utilizzano ogni giorno il treno per spostarsi per ragioni di lavoro o studio nella nostra regione, al tema della sicurezza per i passeggeri e il personale di bordo, occorre che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non tagli fuori la Liguria dallo sviluppo delle altre direttrici italiane” afferma la Senatrice Albano, “l’introduzione di treni regionali veloci, come suggerito da diversi comitati di pendolari, potrebbe essere una soluzione al taglio del contributo del MIT di circa 220milioni di euro per i treni Intercity, di cui si vocifera la sostituzione con treni a mercato, maggiormente onerosi per chi si deve spostare ogni giorno”.

“Il Governo ha fatto bene con il finanziamento per la messa in sicurezza della linea internazionale Ventimiglia-Limone P.te- Cuneo, finanziata con 29 milioni di euro nel Decreto Sblocca Italia, ma nell’ultimo anno si sono verificati diversi tagli e rimodulazioni del servizio sia per le linee da e per il Piemonte, contribuendo ad isolare ulteriormente la Liguria” continua la Albano, “Infine occorre non dimenticare il tema della sicurezza a bordo dei convogli, sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri. L’orrore dell’aggressione di Milano ai danni di due ferrovieri è il culmine di ben 140 aggressioni avvenute fino a maggio, di cui ben 14 a bordo di convogli che attraversano la Liguria. Come già chiesi in passato, non si può fare spending review sulla Polfer, non si possono chiudere i presidi in diverse stazioni e lasciare che non ci siano agenti pronti a intervenire per decine e decine di kilometri. L’Italia riparte, riparte anche da moderne infrastrutture e vie di comunicazione, non lasciamo che la Liguria resti ancora indietro.”

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