Per la Liguria, nuove norme in materia di caccia. Il dibattito in Consiglio regionale

In Consiglio regionale oggi con 29 voti favorevoli e 1 astenuto (Giancarlo armi 00Manti, Pd) è stata approvata la proposta di legge “Modifiche alla legge regionale 1 luglio 1994 n. 29 (norme regionali per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio)”, presentata da Francesco Bruzzone, Maurizio Torterolo ed Edoardo Rixi della Lega Nord Liguria-Padania, ai quali si sono poi aggiunti Angelo Barbero (Gruppo misto) e Gino Garibaldi (Ncd). La legge è stata criticata da associazioni ambientaliste e animaliste [NdR: vedi Corsara 4-2-2015 Caccia Liguria, WWF e Lega Abolizione Caccia: “ancora una leggina pre-elettorale dal Consiglio Regionale”]

Sono stati approvati dal Consiglio anche alcuni emendamenti. Uno, che ha come primo firmatario Antonino Oliveri (Pd), sottoscritto anche da altri due componenti del Pd, Giancarlo Manti e Sergio Sciblia, elimina la tanto contestata possibilità di utilizzare l’arco da caccia, sulla base di specifica regolamentazione adottata dalle Province, per il prelievo selettivo agli ungulati.

Approvati alcuni emendamenti presentati da Francesco Bruzzone, uno dei quali elimina le indicazioni da seguire in caso di eventuale sospensiva della delibera del Consiglio regionale inerente il calendario venatorio per la stagione di caccia, che non si rendono più necessarie, come ha avuto modo di spiegare lo stesso Bruzzone.

Si introduce nella norma regionale il divieto di utilizzo di munizioni contenenti piombo nelle zone umide quali quelle definite dalla Convenzione di Ramsar, già previsto negli ultimi due calendari venatori regionali. In questo modo tale divieto acquisisce maggior valenza e oltre ad aumentare la tutela di particolari habitat e specie di pregio contribuisce a chiarire come, al di fuori di tali finalità., non siano previste ulteriori limitazioni.

Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha spiegato: «Avevamo depositato questa proposta di legge un po’ di tempo fa ed era tesa a superare problematiche di tipo procedurale collegate ad un ipotetico ricorso alla Corte Costituzionale da parte del governo rispetto alla norma approvata alla fine della scorsa estate. Norma che ha consentito una regolare stagione venatoria, che garantisce la certezza del diritto. Oggi possiamo dire che non è stato depositato ricorso alla Corte Costituzionale, la legge non è impugnabile». Per quanto riguarda la questione relativa alla caccia selettiva agli ungulati con l’arco, Bruzzone ha voluto precisare che « la proposta iniziale non parlava di caccia con l’arco. Ad un certo punto è intervenuto un emendamento del Pd che ha inserito questo tipo di pratica, che è passato in commissione, ed ora un emendamento dello stesso Pd elimina questo tipo di selezione».

Antonino Oliveri (Pd) ha illustrato il suo emendamento, teso a eliminare la possibilità della caccia di selezione con l’arco. A suo avviso questa pratica «sarebbe molto pericolosa». Valter Ferrando (Pd) ha ribadito che la disposizione relativa alla caccia con l’arco deve essere eliminata in quanto in questo momento «è stata strumentalizzata ed ha creato un clima di tensione. Ha continuato: «Ritengo opportuno al momento eliminare questa possibilità, per poi riaffrontarla con calma, dopo aver ben esaminato e spiegato la questione». Ha infatti ribadito che l’intento era quello di seguire le indicazioni di Ispra, che vanno verso questo tipo di selezione.

Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) ha ribadito che nella stesura originale del testo di legge, presentato dal suo gruppo, la pratica della caccia di selezione con l’arco, non era prevista. Ha quindi sottolineato la valenza della caccia per l’entroterra: «Chi agisce e vive nel mondo della caccia, rispettando le regole, aiuta la cura del territorio, della sentieristica e non deve passare come chi vuole distruggere l’ambiente».

Sergio Scibilia (Pd), dopo aver rimarcato la complessità del tema della caccia, ha detto: «Ci siamo resi conto di aver inserito una parte che non andava bene, l’esercizio di una pratica non rispondente alle esigenze del territorio ligure. Questo tipo di esercizio, seppur previsto a livello nazionale, da adito a problemi. In aggiunta a tutto il resto, riteniamo che potrebbe favorire il bracconaggio». Ha ribadito: «Non c’è nessuna spaccatura». Giancarlo Manti (Pd) ha puntualizzato: «l’Ispra. non ha detto che la caccia con l’arco è una caccia etica In realtà l’ Ispra ha affermato che l’impiego dell’arco nel prelievo degli ungulati, se questo strumento è utilizzato in base a corretti principi e secondo una prassi adeguata, costituisce un valido mezzo alternativo all’impiego delle armi da fuoco, in quanto, oltre all’innegabile efficacia terminale, offre una maggior certezza dell’identificazione dell’animale soggetto al prelievo, è privo di invasività ambientale e offre una sicurezza passiva totale. L’ Ispra. parla di “impiego dell’arco in zone particolari di criticità”, dove l’utilizzo dell’arma da fuoco può risultare non agevole, non opportuna o contraria a leggi e Regolamenti, in prossimità di parchi, di centri abitati o zone destinate a parchi naturali.». Ha spiegato: «L’emendamento che ho firmato insieme al consigliere Oliveri e al consigliere Scibilia io lo vedo in un’altra opzione, ovvero, nell’opzione corretta che è stata data dall’Ispra La caccia con l’arco, cioè, è un fattore etico, usato in maniera alternativa e in zone particolari. È chiaro che aggiungere un altro tipo di caccia comunque può creare ulteriori problemi». Manti ha espresso perplessità sulla caccia esercitata con le munizioni a piombo, motivando la sua posizioni con le ripercussioni negative che potrebbe avere sulla salute umana il consumo di carne di animali abbattuti con questo tipo di munizioni.

Marco Melgrati (Forza Italia): «È stato il Pd ad introdurre la possibilità di questo tipo di caccia e ora, visto le reazioni che ha suscitato, lo stesso Pd ha deciso di cancellarla».

Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria Viva) ha sottolineato l’importanza della caccia all’ungulato, come elemento per “contenere” il fenomeno dei danni provocati dal cinghiale. Ha inoltre rimarcato l’importanza del presidio umano per la tutela del territorio, anche dal punto di vista dell’assetto idrogeologico. «Ma non possiamo difendere tutto e tutti», ha detto, sottolineando la pericolosità, a suo avviso della pratica conl’arco.

Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) si è detto favorevole all’abolizione della caccia con l’arco, spiegando che un animale colpito dalla freccia, di solito va incontro a sofferenze prima di morire.

Sempre in materia di caccia, all’unanimità è stato poi approvato dal Consiglio anche un altro ordine del giorno, sottoscritto da Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) che contrasta la recente delibera del Consiglio dei Ministri del 20 gennaio 2015, riguardante la modifica del calendario venatorio della Regione Liguria, con la quale si dispone che la caccia alla specie tordo bottaccio è autorizzata fino al 20 gennaio anziché fino al 31 gennaio. Dopo aver motivato con precise indicazioni giuridiche che fanno riferimento anche alle direttive europee, si impegna la giunta regionale ad attivare con urgenza le procedure tese ad ottenere, in seno alla conferenza Stato Regioni, il riesame del provvedimento adottato nei confronti della Liguria. Si chiede inoltre di agire nei confronti della delibera del Consiglio dei ministri nelle competenti sedi per chiederne l’annullamento e/o la riforma. E, infine, si chiede alla giunta di concordare ed attuare “con le altre amministrazioni regionali interessate da analoghi immotivati provvedimenti (Toscana, Umbria, Veneto, Marche, Friuli Venezia Giulia), le più idonee ed efficaci azioni politiche tese alla corretta applicazione della Direttiva 2009/147/CE anche nel nostro Paese”.