Elezioni provinciali: è bufera nel Pd ingauno dopo la mancata elezione di Niero

di Fabrizio Pinna – Albenga. Il centro e la periferia. Bufera post elettorale nel Alessandro Andreis Studio Rossello 2Partito democratico ingauno dopo la mancata elezione nel consiglio provinciale di Savona di Massimo Niero, sindaco del Comune di Cisano.

FATTI, ANTEFATTI E INTERPRETAZIONI – Prima a essere finita sotto accusa è la capogruppo Pd nel parlamentino albenganese, Emanuela Guerra, la quale all’inizio delle trattative per la composizione della lista “Uniti per la Provincia” a settembre era apparsa come possibile candidata.
Tutto più facile, forse, se all’orizzonte non ci fossero però anche le Regionali del 2015. E infatti i giochi si sono subito complicati. Rapido e diplomatico defilamento di Emanuela Guerra e scelta caduta su Massimo Niero, in ascesa dopo la sua elezione a sindaco nel maggio scorso, il quale avrebbe potuto, e dovuto, “rappresentare bene anche le priorità dell’entroterra ingauno”: una scelta condivisa, aveva assicurato la segreteria del Pd albenganese. Ma in realtà non troppo, come poi domenica hanno dimostrato i fatti. Porte chiuse a Palazzo Nervi per il sindaco di Cisano.

I voti necessari sono venuti a mancare proprio da Albenga, ha accusato a caldo Niero, con principale artefice Guerra che – disattendendo le direttive concordate nel partito – probabilmente ha dirottato invece il voto suo e di altri verso la loanese Giulia Tassara, poi risultata anche “campione di preferenze” nelle elezioni provinciali. Un nuovo tassello costruito per stringere alleanze più forti in vista di una candidatura alle regionali? Certo, possibile; anzi: probabile. Ma, ha sostenuto infuriato Niero, ottenuto sacrificando tutto il comprensorio ingauno, ora rimasto senza rappresentanza diretta in provincia.

Cosa tra l’altro – detto per inciso – vera doppiamente per il territorio albenganese se, guardando anche al di fuori delle nuove faide interne al partito democratico, si tiene conto che pure nel centro destra Lega e Fi sono riusciti nella stessa impresa fallendo altrettanto clamorosamente l’elezione del sindaco di Zuccarello Stefano Mai e del consigliere albenganese Eraldo Ciangherotti, cosa terminata poi ieri in una rissa verbale molto “social” su Facebook tra l’ex sindaco di Albenga Rosy Guarnieri, il consigliere Massimiliano Nucera e lo stesso Ciangherotti, talmente pittoresca da aver lasciato allibita persino l’unica eletta in Provincia nell’estremo ponente savonese, l’alassina Lucia Leone. Ma questa è Albenga, si sa.

LE FAIDE INTERNE E IL “FUOCO AMICO” – Sul duro scontro Niero-Guerra è intervenuto oggi anche il segretario provinciale del Pd, il sindaco di Cairo Montenotte Fulvio Briano. Il centro e la periferia, si diceva. Felice di aver messo al palo il centro destra e l’ex presidente della provincia Angelo Vaccarezza (FI), di aver assicurato un buon successo al sindaco di Vado Ligure e neo presidente Monica Giuliano, riuscendo a portare a casa anche 5 consiglieri su 10 – immancabile cairese incluso, naturalmente – la débâcle dell’estremo ponente savonese rimane tutto sommato per lui un dettaglio, sebbene la mancanza a Palazzo Nervi di una maggioranza senza alchimie variabili qualche problema al Pd lo creerà di sicuro. Da qui i toni tra il salomonico e l’acido di oggi. Se nell’albenganese avete fatto un pasticcio, pazienza, però ora risolvetevelo tra voi e non chiamatemi più in causa ché danni ne avete già fatti abbastanza.

Traduzione libera, ma non troppo, perché questo e non altro ha detto in sostanza Briano: «Fino a quando il PD Savonese sarà guidato dal sottoscritto non ci sarà mai alcun avvallo da parte della segreteria provinciale a richieste di “epurazione” di esponenti del partito messi in discussione nei suoi ruoli per aver espresso un proprio voto nell’ambito di elezioni interne o istituzionali a meno che il voto stesso non sia orientato a contrastare l’attività politica del partito nella sua interezza»; «se poi non vi è stata sufficiente chiarezza relativamente alle reali intenzioni di voto di ognuno mi auguro che il PD ingauno possa discuterne al proprio interno e ristabilire, se è mancata, una propria unità di intenti».

LA REPLICA: TATTICA E STRATEGIA – Parole, queste, che hanno fatto perdere il consueto aplomb al coordinatore del circolo di Albenga del Pd, finito anche lui – ovviamente – nel mirino delle polemiche, “impagliato” oggi persino dal suo segretario provinciale. «In questi primi giorni dopo le elezioni provinciali mi pare che la pratica preferita sia quella di entrare a gamba tesa su questioni del Pd albenganese. Ho ben chiaro che il risultato negativo per il nostro comprensorio abbia una serie di cause e proprio per questo auspicavo più maturità nell’analisi e non una serie di esternazioni mezzo stampa», ha dichiarato Alessandro Andreis: «Resto ancor più sorpreso oggi dell’intervento del Segretario Briano, che, da parte sua, fa bene a sottolineare che il nostro partito ha e deve avere ben saldi i principi di libertà e democrazia, ma dovrebbe anche vigilare che vengano vissuti con coraggio e determinazione e non utilizzati come scusa o come scudo. Questo lo dico perché, se determinate posizioni e resistenze alla proposta di candidatura del Sindaco di Cisano fossero state espresse con chiarezza nei luoghi deputati alla discussione, non saremmo qui a lamentarci per un risultato mancato e per aspettative tradite. Evocare parole come epurazione, pratica non richiesta da nessuno, e prendere posizione senza conoscere quali sono i sentimenti, le idee e le reazione interne al partito e alla maggioranza albenganese, rischia di passare per un intervento di parte, non utile a calmare le acque e a recuperare quel senso di unità a cui lavoro ed auspico da anni».

Insomma, dice in buona sostanza, nel notoriamente frantumato Pd locale ci possono essere stati errori di valutazione, ambiguità da parte di qualcuno e qualche imboscato, ma lui di finire addirittura vittima del “fuoco amico” o fare da capro espiatorio non ha nessuna intenzione: «Posso tranquillamente affermare e tranquillizzare il segretario provinciale, che l’unità di intenti nel PD e nella maggioranza dell’amministrazione, era assolutamente chiara e che la mancata elezione di Niero è da imputare fra l’altro a problemi di equilibri per le primarie regionali come palesato in altri comuni della provincia. Insomma mi pare che molti abbiano perso di vista l’obbiettivo, ma io non ho certo perso la determinazione di costruire un progetto che veda questo territorio artefice del suo futuro», conclude Alessandro Andreis.

1 Commento

  1. Davvero una accurata e dettagliatissima analisi delle interessantissime vicende interne e delle lotte intestine del PD locale!
    Per i cittadini i quali non avesse ancora avuto la fortuna di conoscere i fatti così come sono stati narrati in questo utilissimo articolo, con evidente dimostrazione di elevata conoscenza della “ditta” locale, un occasione da non perdere!!!!Anche tutti gli altri articoli del Corsara dovrebbero essere così dettagliati e meticolosi, anche quelli meno interessanti delle notizie diverse dalle dinamiche interne del PD locale…

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