Galleria d’Arte Moderna di Albenga – Amabili resti: Silvia vista da Silvia…

Inaugurata alla Gama, la Galleria d’Arte Moderna di Albenga, la personale di Silvia Celeste Calcagno (**) che sarà visibile sino al 16 agosto negli spazi espositivi della Torre dell’Orologio di Palazzo Vecchio (visitabile dal martedì al sabato, in orario 10,30-12,30 e 15,30-18,30). A curare la mostra la dott.ssa Francesca Bogliolo, esperta e critica d’arte.

di Francesca Bogliolo – Amabili resti: Silvia vista da Silvia. “[…] 8 Mostra Silvia - Albenga 18-7-2014stanotte mi sento ancora velata” (V. Woolf, Diari). La metamorfosi è un processo che si svolge in assoluto silenzio, all’interno di un mondo completamente ripiegato su se stesso, nonostante non se ne possa negare l’effimero contatto con l’esterno. L’incalzare artistico di Silvia Celeste Calcagno ben rispecchia la condizione naturale di un essere, reale o mitologico, che si appresti a mutare in altra forma, in un incessante processo di rinascita che ci parla di evoluzione ed eternità.

La ricerca stilistica di Silvia Celeste è, al pari della sua arte, metodica e rigorosa, innovativa senza contrasti con la tradizione, in costante ma impercettibile mutamento, raffinata. Il linguaggio espressivo nasconde tensioni simboliche, che si possono rintracciare e leggere sul corpo al pari di espressioni su di un volto. Le soluzioni stilistiche utilizzate rendono il procedimento fotoceramico moderno e di immediata comprensione, senza tralasciarne contenuti ed aspetti estetici di antica memoria. La video installazione, attraverso l’ostensione replicata, svela la volontà di disegnare una mappatura dell’esistenza che sia fedele e non equivocabile.

Gli echi paiono così antichi che sembra di rintracciare tra le parole di Virginia Woolf strette rispondenze: la ricerca dell’imperfezione nascosta tra le pieghe del tempo e della pelle figura come un’occasione metafisica che conduce altrove, in un luogo interiore in cui una falena si agita senza sosta (… è la falena che batte le ali dentro di me). Il battito convulso delle ali scandisce un tempo fuori dal tempo, in cui l’ossessione e la reiterazione del gesto danno sostanza a un linguaggio espressivo e simmetrico che fluttua in uno spazio mistico e concettuale.

Posando lo sguardo su se stessa, Silvia Celeste lavora con l’ossessione della goccia che scava la pietra, stillando eternità da momenti presenti e passati, ricercando una dimensione in cui il rigore e il pensiero poetico si sposino con equilibrio, cercando di saziare il mostro bianco che la abita, così come accadeva alla scrittrice che non seppe infine sopportarne il peso.

Le opere di Silvia non sacrificano nulla all’apparenza: esse premono direttamente verso un centro che è fulcro emotivo e creativo, le cui fondamenta poggiano su rigorosi studi e disciplinata applicazione tecnica. Come candide statue contro il cielo, le opere di Silvia Celeste Calcagno rivelano la natura dell’essere umano e la tensione del suo spirito verso la continua ricerca, articolandosi in complesse composizioni metafisiche, che invogliano lo spettatore a riflessioni che, attraversando gli specchi, giungono all’essenza della verità, rivelata con sapiente maestria.

“[…] sarà inevitabilmente molto imperfetto. Ma forse sono riuscita a far stagliare le mie statue contro il cielo” (V. Woolf, Diari)

(**) NdR: vedi sul Corsara 19-7-2014 Alfredo Sgarlato – Albenga: inaugurata “Silvia”, la personale di Silvia Celeste Calcagno

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