LA NONNA DEL CORSARO NERO – Anteprima del Palio… con vice sindaco: intervista itinerante a Riccardo Tomatis

di Sandra Berriolo – (Albenga). Insomma ci siamo di nuovo. I mesi Riccardo Tomatis Palio SB1passano in fretta e il Palio torna. In occasione della serata di presentazione la vostra Nonna si è piazzata alle calcagna del vicesindaco per vedere un po’ come butta la situazione cultura. Mentre alle 18 affluiscono i figuranti al Frantoio Sommariva, con le maschere ancora un po’ precarie – tipo: non ho ancora trovato nell’armadio tutto quello che serve ma per luglio ce la faccio- Riccardo Tomatis invece è in abiti civili. Beh, dico, il Sindaco al Palio si traveste da Podestà e tu nulla? «No, io l’ho detto subito: non mi vesto. Per due motivi. Intanto i travestimenti non mi hanno mai divertito, neppure da bambino; mia madre ci teneva che pure io andassi al Sacro Cuore con gli altri travestito da pistolero o spadaccino ma io mi intristivo quasi. In questa occasione invece è meglio che qualcuno stia dietro le quinte per motivi organizzativi e di gestione delle emergenze».

E infatti eccolo dopo cinque minuti concordare con la Protezione Civile la logistica per il defibrillatore che sarà a disposizione al Palio. Il medico viene sempre fuori, prima o poi. Certo son due impegni gravosi, fare il medico e il vicesindaco, dico. «Ah si certo. Per fortuna ho lo studio vicino al Comune. A volte mi chiamano qui per una cosa là e viceversa, e faccio anche presto a correre da un ufficio all’altro».

E a proposito di correre, anche noi ci mettiamo in cammino col corteo che da Sommariva attraversa il centro storico per arrivare in Piazza San Michele. Comunque alla fine ‘sto famigerato Palio si fa, sospiro con rassegnazione. «Non abbiamo mai detto, in campagna elettorale, che non lo avremmo voluto! Casomai son stati quelli dell’opposto schieramento che hanno fatto un po’ la campagna elettorale con uno slogan che faceva intendere il contrario. Il Palio può essere migliorabile, ovviamente, ma è una bella cosa per Albenga. In genere è di rito per ogni Amministrazione togliere i progetti di quella precedente, ma così ogni volta si ricomincia daccapo. Invece secondo me, senza preclusione politica, se un progetto è condivisibile, bello e utile per la città si deve proseguire».

Ci saranno differenze rispetto all’anno scorso? «Abbiamo meno fondi, quindi facciamo scelte diverse; saltiamo per questa volta l’esposizione di armi antiche, ad esempio».

E mentre il Sindaco vestito da Podestà (sulle calzature c’è ancora da lavorare, però) saluta a destra e a manca con benevolenza da un vicolo all’altro, attacco Tomatis col mio cruccio: ma perché non c’è un Assessorato unico Cultura e Turismo? Non dovrebbero andare insieme? «Separati possiamo lavorare il doppio su uno stesso obiettivo, non è sminuente la cosa anzi, secondo me è meglio».

C’è da fare? «Tanto, anche di sommerso. Tipo salvare il Piatto blu. Solo che adesso, solo dopo un mese dall’elezione, siamo ancora in affanno per gli arretrati. Bisogna considerare che prima di noi c’è stato un Commissario, il quale in genere porta avanti solo le azioni indispensabili e di routine. Adesso quindi ci sono delibere su argomenti che aspettavano da mesi».

Allora, tanto per dire, ti piazzo lì due o tre cosette che secondo me – come cittadina – vorrei vedere a posto: la via Julia Augusta, il piatto blu appunto, i Musei, Palazzo Oddo, concerti di qualità, sostegno a chi organizza cose belle come le serate Jazz… «Sì, solo che per molte di queste cose bisogna lavorare in sinergia con altri Enti ed Istituzioni e ciò, anche se non è difficile, può portare a tempi lunghi. Ho già preso contatti con la Sovrintendenza ad esempio. Ho provato a vedere se è possibile far pagare un biglietto unico per tutti i siti da visitare ma sembra non sia possibile. E quotidianamente ricevo proposte per manifestazioni, eventi, concerti».

Bene! «Eh bene sì, ma ci vogliono i fondi. Il mio budget va praticamente tutto alla Palazzo Oddo. Quindi bisognerebbe che facessero di più. Però le serate jazz ci saranno, solo due ma ci saranno, e avremo un grandissimo nome: Franco Cerri. Poi ci saranno tre bei momenti di musica. Per la via Julia siamo già in contatto col Sindaco di Alassio, e insomma sto cercando di muovermi ma le giornate son troppo corte per me!».

Tra un saluto e l’altro arriviamo in Piazza San Michele, guardiamo le Torri e io insisto: ma perché ad Alassio fanno eventi culturali come l’Autore per l’Europa e ad Albenga i campeggiatori manco sanno che c’è un centro storico? Schivando una mega fionda e un boia risponde: «Albenga è più difficile da accontentare. È disuniforme, ha varie tipologie sociali e culturali». Nel frattempo arrivano in piazza San Michele la ex Sindaco e Nucera; insieme, in serenità e allegria, si guarda passare la mini sfilata dei figuranti.

Visto che si è fatta l’ora dell’aperitivo proseguiamo alla volta della postazione alcolica dell’Associazione Zoo (quelli di Su la Testa, per capirci) e non ci sottraiamo al rito del mojito. Seduti praticamente in mezzo a via Enrico D’Aste siamo alla gogna dei passanti, in senso buono. Passano le sue pazienti, gli amici, i vigili che gli fanno il saluto militare. Lui sembra ancora un po’ fuori ruolo, mentre la Zarina in Piazza San Michele invece controlla bonariamente l’evolversi della manifestazione e anche se il vestito dell’attuale Sindaco “è proprio uguale a quello di suo marito l’anno scorso”. «Sto lavorando molto, ma fuori ufficio non mi rendo ancora conto che sono il vicesindaco e quindi che qualche volta mi toccherà la fascia rubricasandrahome1tricolore; tutti mi salutano, tutti mi chiedono qualcosa, soprattutto tutti son convinti che io sappia tutto!».

Certo non si può sapere subito tutto di un meccanismo amministrativo, ma questo gruppo di lavoro come ti sembra? «A me piace molto. Tanto entusiasmo ma anche tanto impegno. Le donne sono in gamba; ho scoperto persone di carattere come Camilla Vio e Simona Vespo ad esempio»; e poiché continua a fermarsi gente a salutare viene spontanea la riflessione sulla comunicazione: «bisogna lavorare sulla comunicazione di ciò che facciamo, sul come procedono le cose; e ormai la comunicazione è variegata: non bastano più Secolo e Stampa come un tempo. Inoltre vogliamo cablare tutto il centro storico. Insomma da fare ce n’è eccome!».

* Nelle foto (SB): due momenti di “larghe intese” e il mojito

* La Nonna del Corsaro Nero: la rubrica Corsara di Sandra Berriolo

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