Elezioni Albenga, la parte “oscura” dei candidati Sindaco: Giorgio Cangiano (6)

Non mancherà nei prossimi giorni un nuovo appuntamento a sorpresa, ma oggi si conclude il ciclo di interviste “inusuali” de “La Nonna del Corsaro Nero”, Sandra Berriolo, ai sei candidati Sindaco ad Albenga. Ogni due giorni è stata pubblicata un’intervista alla volta, ma nessuno di loro naturalmente sapeva ancora cosa avevano risposto gli altri: “le interviste sono infatti state tutte effettuate tra il 3 e il 10 aprile. Tutti e sei i candidati sono stati disponibili e simpatici; e tutto sommato credo che le risposte siano sincere… perché non davo loro tempo per pensare”.

“Ho posto una serie di domande, uguali per tutti, su argomenti vari; molte altre si potevano proporre, ma sarebbe diventato troppo lungo. Sarà per la prossima volta”, glossava Sandra Berriolo introducendo la rubrica. Tutte domande le quali – proprio perché fuori dalle convenzioni a volte rituali che imbrigliano inevitabilmente altri generi più “giornalistici” di intervista – hanno comunque consentito di rivelare dei candidati aspetti della personalità importanti, ma che spesso rimangono nascosti nei giochi un po’ manierati e di comodo delle contese elettorali.

Insomma, tra il serio e il ludico: quasi un ritratto in controluce, da accostare – per similitudine e contrasto – all’immagine pubblica che i candidati propongono oggi di sé per le amministrative di fine maggio. E, in fondo, anche la loro reazione seguita alla pubblicazione di queste interviste, forse ha saputo dire molto più di quello che sospettino… (fp)

Giorgio Cangiano (1969), candidato Sindaco per le quattro liste di Pd, Talea d’Albenga, Voce alla Gente più e Per Albenga

Giorgio Cangiano e C’era un ragazzo che come me di Sandra Berriolo– Come reagisci alle provocazioni? Cerco di pensare prima di reagire.

– Musica: Beatles o Rolling Stones? I Beatles ma proprio per la musica, al di fuori di ogni giudizio sulle persone.

 – Topolino o Paperino? Paperino è più simpatico e meno saputello; ha vizi e virtù mentre Topolino è sempre troppo precisino; Paperino mi piacerebbe anche come amico perché può dare tanto umanamente.

– Don Camillo o Peppone? Tutti e due, non riesco a scinderli; ho amato molto quei film e credo che le due figure insieme rappresentino un contrasto solo iniziale, apparente, ma poi ci sia l’unione per fare cose utili per il paese. Ci vedo un messaggio: dopo aver capito cosa c’è da fare c’è l’unione finale positiva.

– Totò o Buster Keaton? Totò perché è unico e caratterizza una commedia e le capacità italiane. Anche nel più banale dei suoi film, anche quando le situazioni sono ripetitive capisci che è un attore in grado di rendere sempre la visione piacevole.

– Libri. Da ragazzo mi aveva colpito molto “Aavere o essere “ di Fromm perché è formativo; un altro libro per me molto importante è stato “Il vecchio e il mare” per i molti messaggi importanti che contiene, primo su tutti il gusto di affrontare le cose da soli, senza chiedere aiuto, e poi per il senso di rivalsa e lo spirito di avventura costante. Oggi leggo un po’ di tutto ma mi sta piacendo molto Carofiglio perché ha una scrittura efficace.

– Film: a casa o al cinema? L’uno e l’altro; mi piace anche rivedere in tv quello che ho visto al cinema perché ogni volta colgo qualcosa che mi era sfuggito e lo apprezzo ancora di più.

– Il primo film? Forse la prima volta che ho messo piede in un cinema è stato con mio fratello a vedere Grease.

– Genere preferito. Thriller e comici, in particolare quelli italiani dei grandi autori.

– Chi vorresti essere in un film? Il Gladiatore per l’impronta patriottica della figura.

– Sport praticato in passato. Tanto e di vario genere: calcio, tennis, basket, sci. E attualmente? Poco, neanche più il calcio per via di una operazione al ginocchio; vado solo a sciare e a pescare.

– Che tipo di tifoso sei? Se vado allo stadio mi faccio coinvolgere dalla comunanza con gli altri e mi scateno, senza violenza ovviamente.

– Cucina. Mi piace mangiare tutto ma quello che adoro è il pesce; è anche quello che cucino per gli amici.

Se fossi un dolce, quale? Il tiramisù; in senso figurato è positivo. Sembra semplice in realtà ha una struttura complessa; si trova ovunque ma non è mai uguale e son proprio le differenze che te lo fanno apprezzare di più quando lo trovi buono.

– Mare o montagna? Mare perché mi da un senso di enorme libertà: ti da l’idea dell’infinito, di poter andare sempre senza fermarti e senza la costrizione di strade prestabilite.

– Viaggi. Preferisco le Capitali perché si unisce la possibilità di non stare via a lungo e nello stesso tempo visitare oltre ai monumenti anche la vita quotidiana della gente; secondo me sono visite che arricchiscono la persona.

– Lavori di casa. Mi limito al conferimento della spazzatura quotidiana; anche quando preparo il pesce per gli amici è meglio che dopo di me in cucina passi mia moglie. Piccole riparazioni? Mi piace tanto fare i lavoretti in casa ma non sempre il risultato è quello sperato, anzi a volte persino peggio; prima di chiamare l’artigiano però voglio provare io a sistemare le cose.

– Vino bianco o rosso o birra? Tutto, dipende da quello che mangio; in generale però credo che il capolavoro enologico sia il vino rosso italiano.

– Stagione preferita. La primavera; l’effetto del risveglio della natura in me è molto positivo.

– Animali. Mi piacciono moltissimo i cani ma con la vita che fa la mia famiglia temo sarebbe sacrificato troppo in casa.

– Scuola: il primo giorno. È stato piacevole, forse perché ero già preparato dall’asilo; ero desideroso di andare a scuola, mi sembrava una cosa importantissima. Degli anni seguenti ricordo ancora molto bene certe lezioni del prof. Franco Gallea perché spaziava negli argomenti.

rubricasandrahome1– Rapporto con la tecnologia? Normale, per necessità ma non eccelso perché non mi interessa; non ho la curiosità che mi farebbe approfondire la conoscenza e l’uso. Tutto il contrario del mio interesse per il mare.

– Programmi Tv. Film, attualità e approfondimenti.

– Mezzo di trasporto preferito? Lo scooter perché è veloce e parcheggi in un attimo; almeno se ho un appuntamento mi posso regolare riguardo al tempo necessario per essere puntuale.

– Cosa volevi fare da grande. L’avvocato cioè, per meglio dire, quello che faceva mio papà che era il mio eroe. Lui non mi ha mai forzato o indirizzato alla scelta, ma io lo vedevo così soddisfatto quando tornava a casa che mi faceva sembrare il suo lavoro bello. Ora posso dire di non aver fatto la scelta sbagliata perché trovo che questo lavoro abbia una grande funzione sociale per via degli accordi che si spinge a far fare alle persone. Inoltre lavorare in provincia porta ad approfondire un sacco di temi che in grandi città magari non si presentano; quindi diventa anche vario e interessante.

– Cosa hai fatto che non avresti mai pensato. Piangere alla fine del servizio civile, da ragazzo. Ero stato mandato a Terricciola, paesino nella zona del Chianti, e all’inizio ero contrariato di essere l’unico lontano da casa. Poi mezzo paese mi aveva adottato: chi mi invitava a pranzo, chi mi era amico perché coetaneo, chi mi faceva dormire da lui perché da solo. Alla fine provavo sensazioni così positive che lasciare il servizio mi dispiaceva molto.

** Per leggere tutte 6 le interviste ai candidati Sindaco, clicca qui.

* La Nonna del Corsaro Nero: la rubrica Corsara di Sandra Berriolo

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