Liguria, Forza Italia chiede le dimissioni dell’A.D. di Trenitalia: “Moretti come Mastropasqua dell’Inps”

“In accordo con altre Regioni d’Italia, in testa la Regione Toscana, Matteo Rossoabbiamo deciso di presentare una mozione, che poi verrà presentata in Liguria anche in diversi comuni del territorio a partire da Genova e La Spezia, per chiedere le dimissioni dell’A.D. del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane Mauro Moretti”. Lo fa sapere il consigliere regionale di Forza Italia Matteo Rosso, promotore dell’iniziativa in Liguria, insieme al Vice Presidente del Consiglio Comunale di Genova Stefano Balleari ed al Vice Presidente del Consiglio Comunale della Spezia Maria Grazia Fria.

I tre esponenti di Forza Italia spiegano: “dal 2006 l’Ing. Mauro Moretti ricopre il ruolo di Amministratore delegato di Ferrovie. È bene dire che il caso Moretti è molto simile a quello del Presidente dell’Inps Mastropasqua come quantità di incarichi concentrati su una singola persona. Moretti infatti ricopre le cariche di: Presidente dello European Management Committee dell’UIC (Union Internationale des Chemins de Fer) da dicembre 2013; Vice Presidente UIC (Union Internationale des Chemins de Fer) da marzo 2009;Membro Executive Board dell’UIC da marzo 2009; Co-Chairman Italian Egyptian Business Council da settembre 2012. In ambito nazionale, ricopre inoltre i seguenti incarichi: Componente della Giunta di Confindustria da ottobre 2006; Componente del Consiglio Direttivo di Confindustria da ottobre 2009; Componente Comitato Tecnico Europa (Confindustria) da settembre 2012; Componente della Giunta di Assolombarda da maggio 2007; Componente del Consiglio Direttivo Assolombarda da luglio 2009; Vicepresidente con delega alle Grandi Infrastrutture dell’Unione Industriali Napoli dal dicembre 2010; Componente Consiglio Direttivo Unindustria da ottobre 2012; Presidente del CIFI (Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani) dal 2004; Membro della Giunta ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche) da gennaio 2003; Membro del Comitato Scientifico della Fondazione Politecnico di Milano da marzo 2012; Consigliere Generale Fondazione SLALA da febbraio 2008; Presidente della Consulta del progetto FIGI (Facoltà Ingegneria Grandi Imprese) dell’Università La Sapienza di Roma da gennaio 2013; Sindaco del Comune di Mompeo in provincia di Rieti, dal 2004. Senza parlare di tanti altri incarichi in ambiti culturali”.

“In aggiunta – continuano Rosso, Balleari e Fria – non possiamo non evidenziare il fatto che nonostante la perdurante crisi economica il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha raccolto ottimi risultati di esercizio nel corso degli ultimi anni. Da sottolineare che anche il Trasporto Passeggeri “Regionale”, che si occupa del servizio di mobilità viaggiatori in ambito locale, nel semestre ha fatto registrare un incremento dei ricavi da traffico del 4,3%, pari a 16 milioni di euro, rispetto al precedente esercizio. Purtroppo tale variazione è legata principalmente all’incremento delle tariffe regionali, da un leggero incremento dei volumi di traffico ma anche dai tagli sulle tratte che le Regioni stanno mettendo in essere. Tutto a discapito quindi di utenti e pendolari”.

Secondo gli Azzurri “è bene anche rimarcare che da uno studio recentemente pubblicato da due economisti dell’Università Bicocca di Milano, che mette a confronto la spesa ferroviaria italiana degli ultimi 20 anni paragonandola a quella di Regno Unito, Francia, Germania e Svezia, risulta che da quando Fs è una società per azioni (i dati si riferiscono al periodo 1991-2012), la spesa pubblica ferroviaria è stata di 207,7 miliardi di euro mentre ad esempio nel Regno Unito, che ha una rete della stessa lunghezza di quella italiana e medesimi volumi di traffico, è stato speso nello stesso periodo meno di un terzo rispetto all’Italia: 69,3 miliardi di euro. A dimostrazione in realtà che il servizio ferroviario italiano non è assolutamente ben gestito ma rappresenta un buco nero per i conti del nostro Paese”.

“Infatti è da sottolineare che il dato più significativo riguarda la componente ferroviaria del debito pubblico italiano. Secondo lo studio citato parliamo di una “fetta” del 20% del debito stesso, pari a 388 miliardi di euro (interessi compresi), quasi un quarto del nostro Pil. Il che significa che se avessimo speso quanto la media degli altri Paesi europei presi in esame, il nostro debito pubblico sarebbe oggi inferiore di 259 miliardi di euro, pari al 16% del Pil, e risparmieremmo ogni anno tra gli 11 e i 12 miliardi di euro di interessi”.

“Ecco perché alla luce di questi dati che evidenziano i pessimi risultati e la critica situazione del trasporto ferroviario italiano, noi pretendiamo le dimissioni dell’ing. Moretti che si è dimostrato sul campo incapace di gestire questo strategico comparto e garantire un servizio pubblico efficiente. Basti solo ricordare che nell’arco degli ultimi tre mesi sono avvenuti almeno tre gravi incidenti ferroviari. L’ultimo negli scorsi giorni in Calabria, dove due convogli si sono scontrati provocando numerosi feriti, alcuni dei quali in maniera grave e i due deragliamenti a causa del maltempo che imperversava sul Paese uno dei quali è avvenuto in Liguria dove si è sfiorata la tragedia: il treno pericolosamente uscito dai binari ad Andora stato rimosso solo negli scorsi giorni, dopo tre settimane di notevoli disagi per i pendolari”, concludono Rosso, Balleari e Fria.

** Vedi le rettifiche: FS Italiane respinge attacchi di FI: “inappropriato e scorretto accostare cariche AD Moretti a quelle dell’ex presidente INPS” (15-3-2014)