Le Regioni chiedono all’unanimità un correttivo alla legge di Bilancio 2027-2029, per destinare ogni ulteriore risorsa disponibile all’aumento del Fondo sanitario nazionale. La posizione è stata condivisa nella seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni del 4 novembre: gli stanziamenti crescono, riconoscono i presidenti, ma non abbastanza per sostenere l’aumento dei costi e garantire i servizi.
Il disegno di legge prevede per il 2027 un Fondo sanitario nazionale di 146,3 miliardi di euro. Per la Conferenza, tuttavia, l’incremento non compensa la crescita della spesa effettiva, spinta dall’inflazione, dai rinnovi contrattuali e dai maggiori costi energetici.
«Nessuno intende disconoscere la realtà: i fondi per la sanità sono aumentati in questi anni di Governo Meloni. Il problema, semmai, è che la spesa corre più del finanziamento e con questa manovra di bilancio rischiamo di non riuscire più a garantire la copertura dei Lea», afferma il presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga. I Lea sono i livelli essenziali di assistenza, le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale deve garantire ai cittadini.
Fedriga segnala che le Regioni stanno già incontrando difficoltà nel finanziare con risorse proprie i servizi assicurati nel 2026 e prospetta, con l’aumento dei costi, «uno scenario a debito». La richiesta è di intervenire durante l’iter parlamentare della manovra, convogliando sul finanziamento sanitario le risorse che dovessero rendersi disponibili.
«La salute è un diritto inviolabile e il servizio pubblico merita di essere sostenuto in modo incondizionato», sostiene Fedriga. «Non è una partita tra Stato e Regioni, anzi. Siamo tutti impegnati a garantire servizi sanitari ai cittadini, sostegno ai più fragili, qualità delle cure, prevenzione e assistenza territoriale».
La Conferenza annuncia che rappresenterà alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Governo la situazione di difficoltà espressa dai presidenti delle Regioni.
