Carcare. Dalle aree di stoccaggio dello stabilimento Noberasco erano spariti, fra l’estate del 2025 e l’aprile di quest’anno, circa 93 chilogrammi di pinoli: un ammanco che la direzione ha giudicato incompatibile con un errore di confezionamento o di contabilizzazione, e che l’ha portata a rivolgersi ai carabinieri della stazione di Carcare. L’indagine si è chiusa con la denuncia di un 49enne savonese, dipendente dello stabilimento, per furto aggravato continuato.
A ricostruire il meccanismo sono state le immagini della videosorveglianza interna. Secondo quanto accertato, l’uomo approfittava delle fasi di smaltimento degli imballaggi: prelevava le confezioni integre e le nascondeva nei bidoni della spazzatura collocati all’esterno dello stabilimento, per poi recuperarle nei giorni successivi, aggirando così i controlli ai cancelli.
I servizi di osservazione sono culminati in un appostamento all’uscita dalla fabbrica. Fermato in auto subito dopo il turno, il 49enne aveva con sé quattordici confezioni di pinoli, uva sultanina e snack biologici appena sottratti. Nella perquisizione a casa, nel Savonese, i militari hanno trovato nel congelatore della cucina un’altra scorta: circa un chilo e mezzo fra pinoli e mandorle, riconducibili a lotti prodotti dall’azienda nei mesi e negli anni precedenti.
L’elemento decisivo è arrivato dall’analisi del telefono, autorizzata dalla Procura della Repubblica di Savona: nelle conversazioni sulle applicazioni di messaggistica i carabinieri hanno trovato una vera e propria attività di rivendita, con un listino prezzi. La merce veniva piazzata sul mercato privato a prezzi compresi fra i 50 e i 60 euro al chilo. In alcune occasioni, secondo la ricostruzione, i prodotti finivano anche in regali a parenti, amici e al veterinario del cane.
Il danno per l’azienda è stimato in oltre 6.500 euro. La merce recuperata nell’immediato vale circa 230 euro ed è già stata dissequestrata e restituita, trattandosi di alimenti deperibili. Il procedimento è nella fase preliminare: i provvedimenti adottati finora non implicano la responsabilità dell’indagato.
