Colonia Veronese, CerialeSi favorevole all’acquisizione ma chiede prima progetto e piano finanziario

Il gruppo condivide l’obiettivo di restituire il complesso alla comunità, ma contesta la scelta di rinviare gli utilizzi a dopo l’acquisto. Repetto chiede chiarezza sui costi complessivi e sulla gestione.

l’ex colonia Veronese a Ceriale
Nella foto: l’ex colonia Veronese a Ceriale

Ceriale. Sì all’obiettivo di acquisire la Colonia Veronese per restituirla alla comunità, ma con un progetto e un quadro dei costi prima di impegnare le risorse comunali. È la posizione di CerialeSi, che attraverso il portavoce Giuseppe Repetto chiede all’amministrazione uno studio preliminare completo di piano finanziario, da presentare al Consiglio comunale e alla cittadinanza.

Il gruppo condivide la volontà di tutelare il complesso sul lungomare e di destinarlo a funzioni utili al paese. La critica riguarda la sequenza delle decisioni: acquistare prima l’immobile e stabilire successivamente come utilizzarlo. «Prima il progetto, poi l’acquisto: non il contrario», sostiene Repetto.

Il tema era già emerso nell’intervento del vicesindaco Piercarlo Nervo del 6 ottobre: l’amministrazione indicava nell’acquisizione il primo passaggio, rinviando la scelta delle funzioni a una valutazione delle esigenze dei cittadini e della sostenibilità degli interventi. Tra le possibilità consentite dalla variante, Nervo aveva richiamato anche una Rsa, senza annunciare una destinazione già decisa.

Per CerialeSi occorre invece individuare prima gli obiettivi, la funzione da insediare, i costi indicativi, le fonti di finanziamento e il modello di gestione. Il gruppo precisa di non pretendere che ogni dettaglio esecutivo sia definito prima dell’acquisizione: chiede però di andare oltre l’elenco degli utilizzi urbanisticamente ammessi, indicando quelli ritenuti utili, realizzabili e sostenibili.

Repetto richiama una valutazione dell’immobile di circa 3,8 milioni di euro, che attribuisce all’amministrazione, e osserva che il prezzo di acquisto rappresenterebbe soltanto la prima voce dell’operazione. Al costo iniziale andrebbero aggiunte le risorse necessarie a rendere funzionale la struttura e le spese per mantenerla e gestirla nel tempo, con effetti sui bilanci futuri.

Sul piano urbanistico, il Consiglio comunale, con la delibera n. 5 del 19 febbraio 2026, ha adottato la variante per trasformare l’area da zona destinata alla riconversione turistico-ricettiva a zona per servizi di interesse comune. L’atto prevede che l’approvazione della variante determini l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio. È un passaggio del percorso avviato dal Comune, distinto dal perfezionamento dell’acquisizione e dalla programmazione degli interventi sul fabbricato.

CerialeSi chiede quindi di chiarire quali adempimenti restino da completare, come sia coperta la spesa di acquisto e quale impegno complessivo sia compatibile con gli equilibri del bilancio comunale. La stima del valore immobiliare, secondo il gruppo, deve essere accompagnata da una valutazione tecnico-economica dell’intera operazione.

«CerialeSi non è contraria all’acquisizione. È contraria agli investimenti pubblici senza una programmazione adeguata», ribadisce Repetto. La richiesta all’amministrazione è di dare alla Colonia una prospettiva definita prima dell’acquisto, evitando che un’opportunità per il paese si traduca in un impegno duraturo senza obiettivi e risorse chiaramente individuati.

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