Voucher sanitario agli over 75, Ioculano (Pd): gli 1,6 miliardi al Fondo sanitario nazionale

Il consigliere Pd contesta il bonus da 300 euro e chiede a Bucci e Nicolò di sollecitare il Governo: gli 1,6 miliardi previsti per la misura vadano a rafforzare il servizio sanitario pubblico.

Enrico Ioculano
Nella foto: Enrico Ioculano

Genova. Enrico Ioculano chiede che gli 1,6 miliardi previsti per il voucher sanitario agli anziani siano destinati al Fondo sanitario nazionale. Il consigliere regionale del Pd e vicepresidente della commissione Salute contesta la scelta del Governo di sostenere con un buono individuale le spese per le cure e invita il presidente Marco Bucci e l’assessore Massimo Nicolò a sollecitare risorse per rafforzare il servizio pubblico, a partire dall’assistenza sul territorio.

Il disegno di legge di bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre, prevede un buono da 300 euro per le persone con più di 75 anni e una pensione fino a 28mila euro annui, da utilizzare per spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale. Presentando la manovra, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha indicato una platea di circa 5,5 milioni di persone e un costo complessivo di 1,6 miliardi.

La misura fa parte della proposta di bilancio che dovrà essere approvata dal Parlamento. Nello stesso disegno di legge il Governo prevede un incremento di 3,4 miliardi del Fondo sanitario nazionale, che nel 2027 raggiungerebbe 146,3 miliardi. Meloni considera il voucher e l’aumento del Fondo due interventi complementari, per un totale di 5 miliardi destinati alla salute.

Ioculano critica la destinazione degli 1,6 miliardi al bonus individuale anziché al finanziamento diretto del servizio pubblico. «Per una regione anziana come la Liguria questa scelta è un danno. Quei soldi non rafforzano il nostro tessuto pubblico, di cui abbiamo bisogno, e diventano una spesa extra che ciascuno decide da sé dove spendere», afferma.

Secondo il consigliere, le risorse potrebbero essere impiegate per assumere medici e infermieri, adeguare le retribuzioni e aumentare le prestazioni disponibili, soprattutto per gli anziani. «La Liguria deve poter rafforzare la sanità sul territorio con risorse certe», sostiene, chiedendo a Bucci e Nicolò un appello al Governo per inserire anche questi fondi nel finanziamento sanitario nazionale.

Il punto della contestazione riguarda l’efficacia del voucher rispetto alle carenze di personale e alle liste d’attesa. «Trecento euro bastano per una o due visite. Poi il problema ricomincia, con liste d’attesa lunghe e personale insufficiente e sottopagato», osserva Ioculano.

Per l’esponente del Pd, il rischio è una progressiva «voucherizzazione» delle cure: un sostegno alla spesa individuale che, a suo giudizio, non risolve le difficoltà strutturali del servizio pubblico e favorisce il ricorso al mercato privato. «Non dà una risposta strutturale e sposta denaro pubblico dal circuito della sanità pubblica al mercato delle prestazioni private», conclude.

(effe)

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