Genova. Fra luglio e settembre le imprese artigiane liguri sono aumentate di 95 unità: 607 le nuove iscrizioni, 512 le cessazioni, per un totale di 42.518 attività operative sul territorio regionale. Il saldo vale lo 0,22 per cento ed è il doppio della media nazionale, ferma allo 0,11 per cento: in Italia le imprese artigiane registrate sono 1.225.910 e il trimestre si chiude con 16.327 iscrizioni, 14.926 cessazioni e un saldo di 1.401 imprese. Sono i dati del Centro studi di Confartigianato Liguria, elaborati sulla banca dati Movimprese-InfoCamere.
Per incidenza del saldo la Liguria è terza fra le regioni a statuto ordinario, dopo Lazio (+0,31 per cento) e Basilicata (+0,23), e prima nel Nord davanti a Lombardia ed Emilia-Romagna (+0,18 entrambe), mentre Piemonte (−0,04) e Veneto (−0,18) chiudono in rosso. È il secondo trimestre consecutivo con il segno più in tutte e quattro le province, dopo la flessione del primo trimestre. Il confronto con la primavera va però tenuto presente: fra aprile e giugno il saldo era stato di +230 imprese, lo 0,54 per cento, in un trimestre in cui anche l’Italia correva di più (+5.201, pari allo 0,42).
Il quadro provincia per provincia
| Provincia | Imprese attive | Iscrizioni | Cessazioni | Saldo | Incidenza |
|---|---|---|---|---|---|
| Genova | 22.347 | 277 | 249 | +28 | +0,13% |
| Imperia | 7.111 | 119 | 84 | +35 | +0,49% |
| Savona | 8.103 | 109 | 98 | +11 | +0,14% |
| La Spezia | 4.957 | 102 | 81 | +21 | +0,42% |
| Liguria | 42.518 | 607 | 512 | +95 | +0,22% |
Imperia ottiene così la performance migliore della regione e La Spezia la seconda, mentre Genova, che da sola concentra oltre metà dell’artigianato ligure, cresce in misura più contenuta. A Savona il saldo di 11 imprese è sostenuto dalle costruzioni (+9) e dalle altre attività di servizi (+8); nel Genovese il contributo principale arriva ancora dalle costruzioni (+36), a Imperia dallo stesso comparto (+33) e dai servizi di supporto alle imprese (+8), alla Spezia la crescita è più distribuita fra costruzioni (+7), servizi alla persona e alle imprese, manifattura (+4) e trasporti (+2).
È il comparto delle costruzioni a reggere il risultato regionale: 21.067 imprese attive e un saldo di +85, cioè quasi nove decimi della crescita complessiva, con il segno più in tutte le province. Seguono le altre attività di servizi (+24, soprattutto servizi alla persona) e le attività amministrative e di supporto (+16).
La manifattura artigiana, che nel trimestre precedente era cresciuta in controtendenza rispetto al resto del Paese, torna invece sotto zero: 77 iscrizioni e 82 cessazioni, saldo di −5 imprese su 6.491 attive. La flessione resta comunque più contenuta di quella nazionale, −0,08 per cento contro −0,26, con l’Italia che perde 640 imprese manifatturiere; nel comparto ligure cresce la riparazione, manutenzione e installazione di macchine (+7).
Un ultimo dato dice qualcosa sulla forma che prende questa crescita: 519 delle 607 nuove iscrizioni sono imprese individuali, che da sole registrano un saldo di +122, superiore a quello complessivo della regione. Le altre forme giuridiche, dunque, arretrano.
«Le nuove iscrizioni dimostrano che esiste una diffusa volontà di fare impresa; la sfida è creare le condizioni perché queste attività riescano a consolidarsi, investire e generare occupazione», commenta il presidente di Confartigianato Liguria Pino Pace, che chiede continuità e risorse per le misure regionali su credito, formazione, apprendistato ed entroterra e «una misura specificamente dedicata all’apertura delle nuove attività, capace di sostenere gli imprenditori nella fase di avvio e nei primi anni di vita dell’azienda, con particolare attenzione ai giovani». Richieste che l’associazione ha portato la settimana scorsa anche al presidente della Regione, che ha aperto a un confronto periodico.
