Savona. Il recupero dell’ex carcere Sant’Agostino ha superato un passaggio. Il tavolo tecnico fra l’amministrazione comunale e le strutture territoriali del Ministero della Cultura e dell’Agenzia del Demanio ha approvato la «bozza di piano di valorizzazione» che il Comune aveva presentato a giugno. Il documento ora va a Roma, alla struttura centrale del Demanio e al Ministero, per le valutazioni e l’approvazione definitiva.
Il piano prevede due fasi. La prima mette a regime quello che già succede: l’apertura degli spazi del piano terra e del cortile del piano interrato, dove negli ultimi anni si sono tenuti il festival Connexxion e Graphic Days. Servono manutenzione ordinaria e alcuni adeguamenti per garantire l’accessibilità, per un importo di 300 mila euro. La seconda è il restauro vero e proprio dell’intero complesso: facciate, spazi interni, riqualificazione dei due chiostri, superiore e inferiore, e impianti termici, elettrici e ascensori, per un quadro economico di circa 16 milioni. La destinazione individuata è l’hub savonese dell’innovazione.
Sui tempi, la bozza indica due anni per la prima fase e altri tredici per la seconda, come termine massimo: sono le scadenze su cui Ministero e Demanio misureranno l’attuazione. L’amministrazione dichiara di voler procedere più in fretta, ma la riserva è esplicita: dipenderà «dalle risorse che saranno reperite». I 16 milioni della seconda fase, in altre parole, non hanno ancora una copertura.
Il Sant’Agostino era uno dei nove «luoghi della cultura» del dossier con cui Savona concorse al titolo di Capitale italiana della cultura 2027, andato nel marzo dello scorso anno a Pordenone. Il progetto per l’edificio è però rimasto in piedi: nel luglio 2025 il Comune ha chiesto al Demanio il trasferimento del complesso attraverso il federalismo demaniale culturale, con l’idea di farne un incubatore per giovani creativi, start-up e imprese, con attenzione alle digital humanities.
«Siamo molto contenti che il percorso di recupero vada avanti – commenta l’assessora alla Rigenerazione urbana Ilaria Becco –, perché questo complesso, sia per le sue caratteristiche sia per la posizione centrale, adiacente a piazza Monticello, per la quale abbiamo fatto una richiesta di finanziamento per la riqualificazione, ha delle grandi potenzialità. I festival che vi abbiamo organizzato in questi due anni hanno dimostrato un crescente interesse da parte del pubblico e degli operatori culturali».
Rendering di progetto




