Un appuntamento nato su una piattaforma di incontri, in una zona isolata dell’entroterra savonese, si è trasformato in un furto. La vittima è un settantenne della provincia di Savona, che il giorno dopo si è presentato dai carabinieri a denunciare l’accaduto; l’indagine della Sezione operativa della Compagnia di Albenga, con i militari della stazione di Finale Ligure, si è chiusa nel giro di poche ore con il fermo di indiziato di delitto di due giovani romeni, fidanzati, entrambi ventitreenni e senza fissa dimora in Italia.
Secondo quanto ricostruito, l’incontro è avvenuto a bordo dell’auto dell’anziano. Durante un approccio affettuoso la giovane gli avrebbe sfilato dal collo, con destrezza, una collana d’oro. Pochi istanti dopo è sopraggiunta una seconda vettura: l’uomo che ne è sceso, col pretesto di aver scoperto il tradimento della fidanzata e con modi minacciosi tali da impedire qualsiasi reazione, avrebbe strappato l’orologio dal polso del settantenne, salvo restituirlo dopo essersi accorto che non era autentico. Poi la fuga insieme alla presunta complice.
È stata la videosorveglianza cittadina a fornire la traccia decisiva: già mentre raccoglievano la denuncia i carabinieri sono risaliti alla targa dell’auto usata per allontanarsi, e i sistemi di lettura delle targhe disseminati sul territorio hanno permesso di ricostruirne i movimenti. Il veicolo è stato individuato poco dopo in sosta a Finale Ligure, con i due a bordo.
Nella perquisizione sono saltati fuori diversi monili d’oro nascosti nei vani interni dell’auto – dietro i comandi della plancia e nel tunnel centrale – e nella borsa della donna. Fra questi c’era la collana sottratta la sera prima, restituita subito al proprietario; il resto, per un valore stimato attorno ai settemila euro, è stato sequestrato per verificarne la provenienza. I due sono accusati in concorso di ricettazione e indagati a piede libero, a vario titolo, per furto con destrezza e furto con strappo; data l’assenza di una dimora stabile e il conseguente pericolo di fuga sono stati condotti nelle case circondariali di Genova Marassi e Pontedecimo, a disposizione dell’autorità giudiziaria di Savona.
I carabinieri invitano chi fosse stato vittima di episodi analoghi a presentare denuncia: è anche il modo per riconoscere ed eventualmente riavere i gioielli sequestrati. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dei due potrà essere accertata in via definitiva soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.
