Genova. La popolazione ligure continua a crescere: secondo i dati Istat diffusi dalla Regione, anche i primi sei mesi del 2026 registrano un aumento dei residenti, e dal 2023 a oggi l’incremento supera le 4.300 unità. A sostenere la curva è il saldo fra chi si trasferisce in Liguria e chi se ne va: nel 2026, precisa la Giunta, l’inversione di tendenza si registra in quasi tutte le province, «con l’unica eccezione di un lieve calo in quella di Savona», mentre crescono i Comuni capoluogo, a parte Imperia che conferma sostanzialmente i numeri di inizio anno.
Nel 2025, spiega il consulente statistico della Regione Luca Sabatini, in Liguria sono arrivate 53.416 persone a fronte di 38.614 partenze: «Circa 138 nuovi residenti ogni 100 che lasciano il territorio». Il saldo migratorio sale così a 14.802 unità, quasi il 9% in più rispetto al 2024.
È sulla composizione per età che la Regione insiste: i dati, sostiene, smentiscono «la narrazione di un calo dei giovani». Fra i minori di 17 anni, nel 2025 si sono stabiliti in Liguria 7.634 bambini e ragazzi contro i 4.782 che hanno lasciato la regione; nella fascia fino ai 39 anni gli arrivi sono stati 23.416 contro 16.009 partenze, per un saldo di oltre 7.400 persone. Fra gli over 65, invece, lo scarto è molto più contenuto: 6.472 immigrati e 5.819 emigrati. Secondo Sabatini la fascia 18-39 anni e quella 40-64, con un saldo di quasi 3.900 unità, «insieme valgono oltre tre quarti del saldo complessivo: giovani, professionisti e famiglie nel pieno della vita lavorativa».
Nei primi sei mesi del 2026 la serie mensile dell’Istat segna in Liguria 1.100 residenti in più, da 1.511.988 a 1.513.088: il saldo naturale del semestre è di meno 6.577 unità, più che compensato dai 6.654 del saldo migratorio con l’estero e dai 1.023 della mobilità fra Comuni italiani. La riduzione del divario fra nati e morti di cui parla la Giunta – «da 1.323 a 961 unità», con un calo di oltre il 27 per cento – è il confronto fra il saldo naturale del solo mese di gennaio e quello di giugno.
Bucci: «Università e occupazione sono le componenti fondamentali»
«Da tre anni la popolazione residente in Liguria aumenta in modo costante, in controtendenza rispetto al resto del Paese», afferma il presidente della Regione Marco Bucci. «È molto importante in particolare il dato fino a 39 anni, nella fascia 18-39 anni abbiamo un considerevole aumento di chi arriva in Liguria in modo stabile rispetto a chi se ne va. È vero che alcuni giovani vanno fuori ma nello stesso tempo sono il 45% in più quelli che si stabiliscono con la residenza sul nostro territorio, per motivi di studio e di lavoro».
Da qui la lettura del presidente sulle leve da usare: «Questo significa che l’Università e l’occupazione sono le due componenti fondamentali, su cui vogliamo continuare a investire. L’obiettivo è fare in modo che questo dato si consolidi in futuro, tenuto conto dei settori trainanti per la nostra economia ovvero l’alta tecnologia, comprese la robotica e l’intelligenza artificiale, e la blue economy, con una grande richiesta di saldatori, carpentieri, elettronici e tutti i mestieri legati a questo comparto».
Il quadro di fondo: nascite in calo e popolazione fra le più anziane
I dati sui flussi migratori si inseriscono in un quadro demografico che resta pesante. Nel 2024, secondo il censimento permanente dell’Istat, la Liguria ha chiuso con 1.510.143 residenti e un aumento di appena 1.003 unità sull’anno precedente: la crescita è arrivata interamente dall’immigrazione – 11.395 unità di saldo con l’estero e 2.206 di saldo interno – a compensazione di un saldo naturale di meno 12.692 unità, cioè altrettanti decessi in più rispetto alle nascite.
Il bilancio demografico 2025 dell’Istat dà la misura del meccanismo: in Liguria sono nati 8.022 bambini e sono morte 20.979 persone, con un saldo naturale di meno 12.957 unità; il saldo migratorio – più 12.031 con l’estero e più 2.771 fra Comuni italiani – ha comunque portato la popolazione da 1.510.143 a 1.511.988 residenti. Le nascite sono il 4,3% in meno degli 8.380 nati nel 2024 e, con un’età media di 49,6 anni, la Liguria resta la regione più anziana d’Italia. Quanto al confronto con il resto del Paese, per il 2025 l’Istat parla di una popolazione nazionale «stabile grazie alle migrazioni»: al 1° gennaio 2026 i residenti in Italia sono 58 milioni 943mila, con 189mila italiani in meno e 188mila stranieri in più.
Nel Savonese il segno resta diverso. La provincia ha chiuso il 2025 con 266.910 residenti, 154 in meno dei 267.064 di inizio anno, e nei primi sei mesi del 2026 ne ha persi altri 116, scendendo a 266.794: è l’unica delle quattro province liguri in calo, mentre nello stesso semestre Genova ha guadagnato 752 residenti, Imperia 417 e La Spezia 47. Nel 2025 a Savona sono nati 1.285 bambini e ne sono morti 3.879; con 50,4 anni di età media, è il territorio più anziano della regione.
