Genova. Il consigliere regionale del Partito democratico Roberto Arboscello annuncia che chiederà di riattivare in commissione la proposta di legge regionale a sostegno dei caregiver familiari, dopo il primo via libera della Camera al provvedimento nazionale sulla materia. Il testo ligure è stato presentato oltre un anno fa insieme alle altre forze di opposizione, ha Arboscello come primo firmatario e ha già avuto un primo passaggio in commissione.
«La legge sui caregiver approvata alla Camera conferma purtroppo le preoccupazioni che avevamo espresso e che erano state sollevate anche dalle associazioni che da anni si battono per i diritti di queste persone: la montagna ha partorito il topolino — afferma il consigliere —. Il provvedimento si dimostra fortemente insufficiente a rispondere ai bisogni delle tante famiglie che assistono persone con disabilità o non autosufficienti. Un riconoscimento formale, senza strumenti e risorse adeguati, non basta a garantire un sostegno concreto a chi ogni giorno si assume responsabilità enormi, spesso in solitudine».
L’opposizione, spiega Arboscello, aveva scelto «con senso di responsabilità» di attendere gli sviluppi dell’iter parlamentare, «nella speranza che arrivasse una normativa nazionale capace di offrire risposte adeguate»: «Le aspettative, purtroppo, sono state deluse. Oggi diventa ancora più necessario che la Liguria faccia la propria parte, dotandosi di una legge che possa garantire sostegni concreti alle famiglie del nostro territorio».
Il consigliere annuncia che solleciterà il presidente della commissione ad accelerare l’iter e che nei prossimi giorni indicherà le associazioni e i soggetti da audire, «perché il confronto con chi conosce direttamente le difficoltà dei caregiver è indispensabile per costruire interventi efficaci». E aggiunge: «Sono aperto al contributo di tutte le forze politiche e mi auguro che il testo possa essere non soltanto approvato in tempi brevi, ma anche migliorato attraverso il confronto, tenendo conto del quadro normativo nazionale nel frattempo definito».
A che punto è il provvedimento nazionale
Il testo citato da Arboscello è l’atto Camera 2789-A, «Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari», che assorbe una trentina di proposte abbinate presentate nel corso della legislatura. L’aula di Montecitorio lo ha esaminato dal 2 al 14 ottobre e lo ha approvato in prima lettura mercoledì con 153 voti favorevoli, 105 contrari e 4 astenuti. Il provvedimento è ora all’esame del Senato: per diventare legge serve il voto di Palazzo Madama.
Nel dibattito parlamentare il nodo è stato proprio quello sollevato da Arboscello, cioè l’entità dei sostegni. Il testo prevede un contributo economico che può arrivare fino a 400 euro mensili, nei limiti delle risorse disponibili, con una soglia Isee innalzata in aula da 15mila a 25mila euro. Per la maggioranza si tratta di una risposta attesa da oltre vent’anni; dai banchi del Pd è stato obiettato che 400 euro al mese equivalgono a meno di un euro per ora di assistenza e che i requisiti — dalla convivenza con la persona assistita alle soglie sulle ore di cura e sul reddito da lavoro — rischiano di escludere una parte dei caregiver.
(effe)
