Andora. Sono iniziati i lavori del primo lotto della risagomatura dell’alveo del torrente Merula. L’intervento complessivo riguarderà il tratto compreso fra la foce e il Ponte Romanico ed è articolato in tre lotti; questa prima parte vale circa 550mila euro, interamente finanziati con risorse proprie del Comune, e interessa il tratto fra il ponte Italia 61 e il ponte Europa Unita.
L’obiettivo dichiarato è riportare il fondo del torrente alla quota del 2001, liberando le briglie oggi sepolte dai materiali depositatisi negli anni. Le fasi esecutive prevedono la rimozione selettiva dello strato vegetale tramite cippatura e scortico a lama, con conferimento in discarica, il ripristino della sezione idraulica originale corrispondente alla livelletta delle briglie e la conseguente risagomatura.
Il residuo lapideo ricavato dalle lavorazioni, dopo gli esami previsti, potrà essere impiegato per il ripascimento dell’arenile: ad ottobre 2026 è arrivato il parere di compatibilità di Arpal per l’utilizzo del materiale proveniente dalla manutenzione dell’alveo nel ripascimento stagionale delle spiagge di Andora.
Ventidue mesi di iter autorizzativo
Il percorso amministrativo è durato ventidue mesi, fra verifiche, approfondimenti e interlocuzioni con il settore Difesa del suolo della Regione Liguria. È partito nel dicembre 2024 con l’affidamento del rilievo topografico, necessario per confrontare la situazione dell’alveo con l’ultimo rilievo disponibile, del 2001. A febbraio 2025 è stata quantificata la massa dei materiali da rimuovere; ad agosto 2025 sono stati eseguiti campionamenti e analisi ambientali, che a settembre hanno confermato l’assenza di inquinanti e l’idoneità di una parte del materiale lapideo al riutilizzo. Nel 2026 sono arrivati il parere favorevole della Regione sul progetto di fattibilità tecnico-economica e poi quello sulla progettazione esecutiva, che ha permesso l’affidamento dei lavori.
Il progetto è coordinato dal dirigente dell’Area III, l’architetto Paolo Ghione.
Il commento dell’amministrazione
«Vogliamo riportare l’alveo del torrente alla quota del 2001, liberare le briglie oggi sepolte dai materiali che si sono depositati negli anni, con il duplice obiettivo: migliorare le condizioni di deflusso delle acque, contribuendo alla mitigazione del rischio idrogeologico, e recuperare i materiali lapidei idonei per il ripascimento del nostro arenile — spiega Flavio Marchiano, presidente del Consiglio comunale con delega al Demanio fluviale —. Parliamo quindi di sicurezza del territorio, tutela della costa e utilizzo responsabile delle risorse disponibili».
«Andora ha bisogno di interventi concreti, programmati e responsabili — conclude Marchiano, ringraziando uffici, tecnici e quanti hanno seguito l’iter —. Oggi ne abbiamo messo in campo uno importante».
