Varazze. Si chiudono con una conferenza le celebrazioni varazzine per il 650° anniversario del passaggio di santa Caterina da Siena in città. Sabato 17 ottobre alle 16, nella Biblioteca civica di piazza San Bartolomeo 3, Noemi Pigini, dell’Università di Zurigo, terrà l’incontro «Sulla nuova edizione del Dialogo di Caterina da Siena». L’iniziativa è organizzata dall’associazione Centro Studi «Jacopo da Varagine» Aps.
Pigini è la curatrice della prima edizione critica del Dialogo della Divina Provvidenza, pubblicata nel novembre 2025 da SISMEL-Edizioni del Galluzzo nella collana «Archivio romanzo». Il volume, di oltre ottocento pagine, è nato da una tesi di dottorato all’Università di Siena e lo scorso 27 aprile è stato presentato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, in un incontro a cui hanno preso parte anche il direttore della Fondazione Ezio Franceschini Lino Leonardi e la presidente del Centro internazionale di studi cateriniani Benedetta Papasogli.
Un testo ricostruito su ventotto manoscritti
Capolavoro della letteratura religiosa tardomedievale, il Dialogo fu composto tra il 1377 e il 1378 e viene ora pubblicato per la prima volta in edizione critica sulla base dell’intera tradizione manoscritta. Lo studio raccoglie l’eredità dei contributi novecenteschi di Matilde Fiorilli, Innocenzo Taurisano e Giuliana Cavallini, per arrivare a una nuova ipotesi di lavoro filologicamente fondata: un testo che si avvicini il più possibile alla forma corrispondente all’ultima volontà dell’autrice e che allo stesso tempo ne favorisca la riscoperta presso un pubblico non composto di soli specialisti.
L’esame dei ventotto manoscritti e dell’editio princeps attraverso cui l’opera è stata trasmessa ha permesso di ricostruire modalità e tempi della composizione: il Dialogo fu dettato da Caterina ai segretari Stefano Maconi, Neri Pagliaresi e Barduccio Canigiani, e in origine era concepito in cinque libri.
L’analisi ha inoltre portato a un risultato che ribalta un’abitudine consolidata: il codice fino a oggi ritenuto il più autorevole e correntemente pubblicato, quello allestito da Canigiani, presenta fenomeni di rimaneggiamento. Il ramo più conservativo della tradizione è stato individuato invece nella famiglia da cui discende il parziale idiografo di Maconi, scelto come manoscritto di superficie della nuova edizione.
Il filo con la città
Il passaggio di Caterina da Varazze nel 1376 è un episodio che la città considera centrale per la definizione della propria identità, e nel corso dell’anno è stato ricordato con diverse iniziative. Il Centro Studi «Jacopo da Varagine», spiega la presidente pro tempore Elsa Roncallo, ha scelto di chiudere il ciclo prendendo spunto proprio dall’uscita dell’edizione critica.
L’appuntamento si tiene con il patrocinio della Città di Varazze, della Fondazione De Mari Cr Savona e della Diocesi di Savona-Noli.

