Liguria quinta in Italia per ricchezza prodotta dai lavoratori stranieri: il rapporto provincia per provincia

Quasi sei miliardi di valore aggiunto, l’11,1% del totale regionale: è la stima del rapporto annuale della Fondazione Leone Moressa, presentato oggi al Cnel, che scompone i dati fino al livello provinciale.

lavoratori in un cantiere

Genova. I 76mila occupati stranieri che lavorano in Liguria producono un valore aggiunto di quasi sei miliardi di euro, pari all’11,1% della ricchezza prodotta in regione. È una delle quote più alte d’Italia — la Liguria è quinta fra le venti regioni, dietro a Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto, e sopra la media nazionale del 9,7% — e viene dal Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa, presentato oggi al Cnel, che scompone i dati fino al livello provinciale.

Gli stranieri residenti in Liguria al 1° gennaio 2025 erano 163.189, il 10,8% della popolazione, con una distribuzione tutt’altro che uniforme. Genova ne conta 85.932, ma è Imperia ad avere l’incidenza più alta della regione, 14,5%, quasi un residente su sette; seguono Genova con il 10,5%, La Spezia con il 10,2% e Savona con il 9,3%, il valore più basso. La componente femminile è intorno alla metà ovunque, fra il 48,3% della Spezia e il 49,5% di Imperia.

Imprese: due curve che vanno in direzioni opposte

Il dato che più caratterizza la regione riguarda l’imprenditoria. In Liguria gli imprenditori nati all’estero sono 30.791, il 15,5% del totale, e nel decennio 2015-2025 sono cresciuti del 37,6% mentre quelli nati in Italia arretravano del 10,9%. Il segno opposto fra le due curve si ripete in tutte e quattro le province, con intensità diverse.

Genova concentra più della metà del fenomeno regionale, con 17.295 imprenditori nati all’estero — il 56,2% del totale ligure, il 16,2% degli imprenditori della provincia — cresciuti del 40,1% in dieci anni a fronte di un calo dell’11,2% dei nati in Italia. A Imperia l’incidenza tocca il 18,8%, la più alta della regione: quasi un imprenditore su cinque è nato fuori dall’Italia, e in dieci anni la crescita è stata del 38,1% contro il meno 10,9% degli imprenditori italiani. Alla Spezia il rapporto è analogo, 3.301 imprenditori pari al 13% del totale provinciale, con un aumento del 38,1%. Savona chiude la graduatoria regionale per incidenza, 4.692 imprenditori pari al 12,8%, ed è anche la provincia in cui la crescita è stata più contenuta, il 28,4%, a fronte però del calo più marcato degli imprenditori nati in Italia, il 12,3%.

Redditi: un divario che resta ampio

I contribuenti liguri nati all’estero sono 189.617, il 15,8% del totale regionale, e dichiarano in media 16.150 euro contro i 28.720 dei nati in Italia: un divario di circa dodicimila e mezzo, che si riflette sull’Irpef media, 2.890 euro contro 6.430. Il distacco è più ampio a Genova, dove si sfiorano i quattordicimila e mezzo di differenza (15.930 contro 30.400), e più contenuto a Imperia, dove i redditi medi sono i più bassi della regione per entrambe le componenti (15.320 contro 24.270). A Savona i contribuenti nati all’estero sono 26.532 con 16.660 euro dichiarati in media contro 27.230, alla Spezia 21.725 con il reddito medio più alto della regione fra i nati all’estero, 17.670 euro.

È il punto su cui la stessa Fondazione richiama l’attenzione: nonostante i dati macroeconomici positivi, il rapporto segnala il persistere di «profonde criticità», con un’occupazione straniera ancora «segregata» in professioni non qualificate e in settori a forte intensità di manodopera, e un divario marcato a sfavore della componente femminile. Per mantenere i benefici nel lungo periodo, avverte il documento, servirà aumentare la produttività dei lavoratori stranieri invece di relegarli alle mansioni meno qualificate.

I numeri delle quattro province

ProvinciaStranieri residenti (inc. %)Imprenditori nati all’estero (inc. %)Contribuenti nati all’esteroReddito medio: nati estero / nati Italia
Imperia30.457 (14,5%)5.503 (18,8%)24.76015.320 / 24.270 €
Savona24.801 (9,3%)4.692 (12,8%)26.53216.660 / 27.230 €
Genova85.932 (10,5%)17.295 (16,2%)116.60015.930 / 30.400 €
La Spezia21.999 (10,2%)3.301 (13,0%)21.72517.670 / 28.230 €
Liguria163.189 (10,8%)30.791 (15,5%)189.61716.150 / 28.720 €
Residenti stranieri al 1° gennaio 2025; imprenditori e contribuenti 2025 (dichiarazioni sull’anno d’imposta 2024). Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat, Infocamere e Mef – Dipartimento delle Finanze.

Il contesto nazionale

Sul piano italiano il rapporto stima in 2,6 milioni gli occupati di origine immigrata, il 10,7% del totale, per circa 196 miliardi di valore aggiunto, con quote superiori alla media in agricoltura, edilizia e ristorazione. Mettendo a confronto le entrate fiscali e contributive con la spesa pubblica per sanità, istruzione, welfare, giustizia e accoglienza, la Fondazione calcola un saldo netto positivo di un miliardo di euro, 45 contro 44.

Il quadro è letto dagli autori in chiave demografica: l’Italia ha un saldo naturale negativo dal 2007, e la popolazione straniera lo attenua con un’età media di 36,5 anni contro i 47,3 di quella italiana. Secondo le stime Unioncamere-Excelsior citate nel rapporto, fra il 2025 e il 2029 serviranno circa 3,7 milioni di occupati, in buona parte per sostituire i pensionamenti. Il Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione è pubblicato dal 2011 dalla Fondazione Leone Moressa, nata da un’iniziativa dell’Associazione artigiani e piccole imprese di Mestre Cgia, per i tipi del Mulino; l’edizione 2026 è realizzata con il contributo della Cgia di Mestre e con il patrocinio di Confartigianato Imprese, Oim, Maeci, Oil e Cnel.

Annuncio affiliato