Fiori eduli, l’Iva scende al 4%: Coldiretti Savona rivendica un risultato partito dal territorio

Il chiarimento nasce dal confronto fra l’area fiscale dell’organizzazione e l’Agenzia delle Entrate, ma la proposta — rivendica Coldiretti — è partita dalle imprese savonesi e apre la strada ad altre specie.

Marcello Grenna Pres Savona
Nella foto: Marcello Grenna

Savona. È stata riconosciuta l’applicazione dell’Iva al 4% alle cessioni di Begonia semperflorens e nasturzio (Tropaeolum) destinati al consumo umano. Il chiarimento, annunciato da Coldiretti, nasce dal lavoro dell’area fiscale dell’organizzazione nel confronto tecnico con l’Agenzia delle Entrate e riguarda il riconoscimento della destinazione alimentare dei fiori eduli anche sul piano fiscale. Secondo Coldiretti Savona la proposta di affrontare la questione, attesa da tempo dalle imprese del settore, è partita proprio dal territorio savonese.

L’aliquota ridotta resta subordinata alla destinazione alimentare effettiva del prodotto: i fiori devono essere coltivati e trattati per il consumo umano, commercializzati attraverso il circuito alimentare e confezionati ed etichettati come alimenti, non come fiori ornamentali.

Il precedente, osserva l’organizzazione agricola, va oltre le due specie interessate e pone le basi per rendere più rapido il percorso di riconoscimento dell’Iva agevolata per altri fiori destinati al consumo umano. Una prospettiva che pesa in Liguria, regione di punta della floricoltura italiana: secondo i dati Crea relativi al 2023 citati da Coldiretti, il valore della produzione floricola regionale si attesta intorno ai 437 milioni di euro.

La lettura di Coldiretti Savona

«Siamo particolarmente soddisfatti di questo risultato, perché dimostra quanto sia importante partire dalle esigenze concrete delle aziende agricole e portarle all’attenzione dei tavoli competenti — dichiara Marcello Grenna, presidente di Coldiretti Savona —. Per un territorio come il nostro, dove il florovivaismo rappresenta una componente fondamentale dell’economia agricola, il riconoscimento della destinazione alimentare dei fiori eduli è un passaggio significativo. Non si tratta soltanto di un’aliquota fiscale, ma di dare alle imprese strumenti più coerenti con l’evoluzione delle produzioni e con le opportunità di diversificazione che il mercato offre».

Sul metodo insiste il direttore Antonio Ciotta: «Il risultato raggiunto è la dimostrazione del valore del lavoro di rappresentanza quando riesce a trasformare una necessità segnalata dalle imprese in un confronto tecnico capace di produrre risposte concrete. La proposta nata a Savona ha trovato un percorso di approfondimento a livello nazionale, fino al riconoscimento ottenuto. Ora è importante proseguire su questa strada, affinché anche per le altre specie eduli si possa arrivare a una definizione più chiara e agevole, evitando che le imprese debbano affrontare incertezze e difficoltà nell’inquadramento fiscale delle proprie produzioni».

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