In Consiglio regionale Jan Casella (AVS) ha chiesto alla Giunta di riferire riguardo alla gestione delle liste d’attesa per la diagnostica per immagini nel ponente ligure e in particolare su quali percentuali di prenotazioni per diagnostica per immagini nelle province di Savona e Imperia siano state indirizzate al privato accreditato di Bordighera. Casella ha rimarcato che le agende del CUP regionale dovrebbero essere basate su criteri di massima disponibilità e sostegno per i pazienti, spesso persone anziane o con fragilità, a cui gli esami andrebbero prescritti nella struttura disponibile più vicina, in tempi ragionevoli.
L’assessore alla sanità Massimo Nicolò ha risposto che per l’Area di Ponente, l’ambito di garanzia comprende congiuntamente i territori di area 1 e area 2, in cui il sistema CUP mette in rete l’offerta disponibile presso gli erogatori pubblici e presso le strutture private accreditate e contrattualizzate, con l’obiettivo di garantire la prestazione entro il tempo previsto dalla classe di priorità assegnata, nel rispetto, per quanto possibile, dei principi di prossimità e raggiungibilità. Nicolò ha aggiunto che nelle sedi pubbliche funzionanti delle province di Savona e Imperia l’offerta di diagnostica per immagini è stata già oggetto di potenziamento e rimodulazione, attraverso un incremento dell’attività con le risorse professionali disponibili, dando luogo a un aumento di 15.000 prestazioni su tutta la Liguria (a Savona +5000 nel primo semestre 2026 rispetto al primo semestre 2025). Nicolò ha rimarcato che l’offerta nell’ambito del privato accreditato rappresenta solo una quota dell’offerta totale e va letta all’interno della programmazione complessiva, non come indicatore di riduzione dell’attività delle strutture pubbliche.
Casella (AVS): “Boom di esami diagnostici a Bordighera, dalla Regione nessuna spiegazione”. “La Regione non ha risposto alla nostra domanda di quantificare la percentuale di prenotazioni per la diagnostica per immagini, richieste nelle province di Savona e Imperia, e indirizzate alla struttura privata accreditata di Bordighera. Continuiamo a ritenere anomala questa mole di prestazioni dirette in un’unica sede nell’estremo ponente della Liguria, in particolare risonanze magnetiche, TAC ed ecografie. Per questo, sollecitiamo ancora un controllo accurato delle modalità con cui viene gestita l’agenda delle prenotazioni, per prevenire il rischio di sovraffollamento verso una sola struttura”.
Jan Casella, consigliere regionale di AVS, in una nota contesta la ricostruzione fornita oggi dall’assessore regionale alla sanità in risposta alla sua interrogazione con risposta in aula, relativa ala gestione delle liste d’attesa per la diagnostica con immagini nel ponente ligure.
“La concentrazione di esami indirizzati a Bordighera: è evidente a tutti: pazienti, medici, operatori del settore sanitario. Questa gestione delle liste d’attesa è inaccettabile, perché spinge molti cittadini a rinunciare alla diagnostica. Gli ospedali pubblici nelle province di Savona e Imperia sono perfettamente in grado di garantire questo tipo di servizi e devono essere utilizzati nel pieno delle loro possibilità. Il continuo ricorso alla sanità privata è una scelta intollerabile, perché vanifica gli sforzi del personale pubblico e gli investimenti compiuti per acquistare i macchinari e mantenerli in condizioni di piena efficienza”, spiega Jan Casella.
