Politica | “Di fronte all’incapacità di gestire il problema, che ha contribuito a creare quando era sindaco di Genova, il presidente Bucci scarica il peso di questo tema sui Comuni, cercando di metterli l’uno contro l’altro. L’unico responsabile di questa crisi è proprio Bucci, che prima ha ridotto Genova a un tasso ridicolo di raccolta differenziata e che adesso sta cercando di imporre una soluzione sbagliata come l’inceneritore: una scelta anacronistica, inquinante, lenta da realizzare e che porterà benefici solo ai privati, ai quali è stata affidata la scelta del sito dove costruirlo”, attaccano Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, e Francesca Ghio, capogruppo comunale di AVS.
“Durante il suo mandato da sindaco, Bucci ha posato la prima pietra di un impianto di TMB, senza peraltro riuscire a realizzarlo e obbligando la città ad utilizzare impianti fuori regione, con un aggravio di costi. Bucci ha lasciato in eredità ai Genovesi una delle TARI più care d’Italia, una percentuale di raccolta differenziata così bassa da incorrere in una costosa procedura d’infrazione”, ricordano Simona Simonetti e Simon Moeller, co-portavoce regionali di Europa Verde, e Carla Nattero, segretaria regionale di Sinistra Italiana, che sottolineano: “È una visione troppo ristretta dare per scontata la costruzione del termovalorizzatore, e limitarsi a rifiutare la localizzazione dell’impianto nel proprio territorio. Bisogna discutere sulle scelte di fondo, che devono andare nella direzione di un’economia circolare, con un elevato tasso di raccolta differenziata”.
Come evidenziano Candia e Ghio, “la Regione è l’ente preposto alla pianificazione dei rifiuti, ma ha incassato solo ‘no’ dai comuni ipotizzati per ospitare l’inceneritore. Per questo motivo, Bucci ha lasciato alle aziende la scelta del sito dove costruire l’impianto, rinunciando al suo ruolo pubblico. Adesso che si è trovato contro il muro contrario delle amministrazioni locali, il presidente scarica tutta la sua incapacità addosso al Comune di Genova, invece che ammettere i propri errori e fare marcia indietro su un progetto sbagliato e dannoso. La Regione non è neppure riuscita a realizzare gli impianti intermedi, su cui siamo tutti d’accordo, che avrebbero aiutato ad aumentare la differenziata e a ridurre notevolmente i nostri rifiuti, come i biodigestori e gli impianti di TMB, il trattamento meccanico-biologico. In questo quadro di cattiva gestione si inserisce il costo inutile per l’ARLIR, l’agenzia regionale per i rifiuti, che dovrebbe affrontare il tema della sua interezza, invece sembra aggravare il problema”, denunciano le capogruppo regionale e comunale di AVS.
“La decisione del governatore Bucci di realizzare un inceneritore, demandando alle aziende la scelta del luogo e attribuendo alla città di Genova la responsabilità della scelta, è la prova del suo fallimento come presidente di Regione e come sindaco della città di Genova. Affidare questa scelta alle aziende è sbagliato, perché i privati decidono in base alla massimizzazione del profitto, senza alcuna attenzione per l’interesse collettivo”, rincarano Simonetti, Moeller e Nattero.
