Politica locale | di Fabrizio Pinna. Claudio Paliotto è stato eletto sindaco di Zuccarello per la terza volta consecutiva. Il dato, nel Comune più piccolo e simbolicamente più osservato di questa tornata nel Savonese, non è soltanto la riconferma di un amministratore uscente: è la prosecuzione di un ciclo politico locale che ormai attraversa più stagioni amministrative e che, nel 2026, esce dalle urne con una percentuale ancora più larga rispetto al passato.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, Paliotto ha ottenuto 132 voti, pari all’80,49%, con la lista Uniti per Zuccarello. Il suo principale sfidante, Gaetano Ferrara, sostenuto da Insieme per Zuccarello, si è fermato a 32 voti, pari al 19,51%. Valerio Favi, candidato di Forza Nuova, non ha raccolto voti. I seggi assegnati sono 7 alla maggioranza, 2 alla lista Ferrara e nessuno a Forza Nuova.
Il risultato è netto, ma va letto insieme a un altro dato: l’affluenza. A Zuccarello hanno votato 173 elettori su 329, il 52,58%. Le schede nulle sono state 7, le bianche 2. Il confronto con le due tornate precedenti mostra una flessione significativa della partecipazione: nel 2015 aveva votato il 65,89% degli elettori, nel 2020 il 64,82%.
La sequenza elettorale racconta bene la natura del consenso di Paliotto. Nel 2015 era stato eletto con 144 voti, pari al 75,39%, contro Giuliano Ratti, fermo a 47 voti e al 24,61%. Nel 2020 era stato riconfermato con 120 voti, pari al 65,57%, contro Luca Dalmasso, che aveva raccolto 63 voti e il 34,43%; in quella tornata era presente anche Davide De Lorenzo per L’Altra Italia, senza voti. Nel 2026 Paliotto non torna ai voti assoluti del 2015, ma raggiunge la percentuale più alta delle tre elezioni: segno di una competizione meno partecipata, ma anche di un’opposizione molto più ridotta nei numeri.
Il quadro politico è quello di un Comune molto piccolo — le stime Istat non sono attendibili ma Zuccarello conta comunque poche centinaia di abitanti — dove le elezioni amministrative seguono logiche diverse da quelle dei centri maggiori: il rapporto personale con il sindaco, la conoscenza diretta degli amministratori, la continuità nella gestione quotidiana e la capacità di portare avanti pratiche e opere nel voto pesano più delle appartenenze partitiche nazionali, anche se le connotazioni ideologiche non sono mai mancate nel borgo.
In questo contesto, la candidatura di Paliotto aveva un significato preciso: chiedere agli elettori un nuovo mandato per completare il lavoro impostato. Nelle settimane precedenti il voto, lo stesso sindaco uscente aveva presentato la corsa come il tentativo di “chiudere i progetti programmati”, in una sfida a tre che vedeva Zuccarello unico Comune della provincia di Savona chiamato alle urne in questa tornata amministrativa. Tra i dossier recenti più riconoscibili c’è la nuova scuola da attivare nell’anno scolastico 2026-2027. Il progetto, avviato negli anni scorsi con i fondi del PNNR, ha previsto la demolizione dell’ex caserma dei Carabinieri e la realizzazione di un nuovo edificio scolastico articolato su tre livelli, con scuola dell’infanzia, scuola primaria, spazi comuni, mensa e cucina.
L’impegno amministrativo di Claudio Paliotto a Zuccarello è iniziato oltre trent’anni fa. Nato ad Albenga il 23 agosto 1967, risulta consigliere comunale già dal 1995, assessore non di origine elettiva dal 1999, poi ancora consigliere nel 2004; nei due mandati in cui fu sindaco Stefano Mai, è stato assessore e consigliere nel 2005, vicesindaco, assessore e consigliere nel 2010, per poi arrivare all’elezione a sindaco nel 2015 e alla riconferma nel 2020.
Il terzo mandato è oggi possibile dentro il nuovo quadro normativo definito dal decreto-legge 29 gennaio 2024 n. 7 (convertito con legge n. 38/2024), che quell’anno aveva consentito anche la rielezione dei sindaci di Andora e Villanova. Dopo un ricorso della Regione Liguria, la Corte costituzionale, nella sentenza 196 del 2024, ha ricostruito la disciplina dei limiti di mandato: nessun limite per i sindaci dei Comuni fino a 5.000 abitanti, tre mandati consecutivi per quelli tra 5.001 e 15.000 abitanti, due per i Comuni sopra i 15.000. Ciò significa che, in linea teorica, questa elezione potrebbe anche non essere l’ultimo atto (rimane nella memoria locale savonese il caso di Enrico Rembado, per 26 anni ininterrottamente sindaco a Borgio Verezzi, prima che nel 1993 insieme all’elezione diretta del sindaco fosse introdotto anche un limite ai mandati consecutivi; ma sindaci come Pietro Balestra a Villanova d’Albenga o Luigi De Vincenzi a Pietra Ligure non sono casi meno emblematici di “intramontabili” primi cittadini).
Ad ogni modo, la vittoria oggi di Paliotto dice almeno due cose insieme. La prima: a Zuccarello la sua amministrazione conserva una presa molto forte, tanto da superare l’80% dei voti validi. La seconda: il corpo elettorale che si è espresso è più ristretto rispetto al passato. Il sindaco rieletto ottiene una percentuale più alta, ma dentro una partecipazione scesa di oltre dodici punti rispetto al 2020.
La terza elezione di Paliotto non nasce perciò da un allargamento assoluto del consenso, ma da una sua maggiore concentrazione. In un Comune come Zuccarello, questo significa soprattutto continuità amministrativa: pochi numeri, rapporti diretti, responsabilità molto visibile. Claudio Paliotto riparte dunque da una richiesta di continuità che gli elettori hanno confermato con forza, affidandogli ancora una volta il Comune.
