Il Gruppo PD in Liguria propone di modificare la legge sul voto per i cittadini fuori sede

Gruppo PD Regione: “Urgente una modifica alla legge per permettere il voto ai fuori sede. Presentata richiesta in Regione”

I con siglieri regionali del Pd presentano in conferenza stampa la proposta di deliberazione

Attualità / Politica | Il Gruppo del Partito Democratico in Regione Liguria ha presentato una proposta di deliberazione per sollecitare una revisione della legge nazionale n. 165 del 2004, al fine di garantire il diritto di voto a tutti gli elettori temporaneamente domiciliati al di fuori del proprio luogo di residenza. La richiesta nasce dalla consapevolezza che quasi 5 milioni di cittadini italiani vivono o lavorano in province diverse da quelle di residenza, e tra questi circa 1,9 milioni si trovano ad affrontare spostamenti superiori alle quattro ore per poter esercitare il diritto di voto.

Secondo il Gruppo PD, questa situazione costituisce un ostacolo significativo che contribuisce a un fenomeno definito “astensionismo involontario”. Tale fenomeno è stato oggetto di un’analisi già nel 2022 da parte di una Commissione di esperti istituita presso il Ministero per i Rapporti con il Parlamento. Tuttavia, al momento, le Regioni non dispongono di autonomia per intervenire su questo tema, poiché i sistemi elettorali regionali devono rispettare i principi fondamentali stabiliti dalla normativa statale vigente.

Il Gruppo PD evidenzia che ogni tentativo regionale di introdurre forme di voto per i fuori sede, come il voto per corrispondenza o il voto anticipato in sedi alternative, potrebbe essere impugnato dallo Stato per eccesso di potestà legislativa. Per questo motivo, la proposta presentata mira a sollecitare il Parlamento a modificare la legge nazionale, consentendo così agli enti regionali di adottare modalità che facilitino l’esercizio del voto da parte degli elettori non residenti temporaneamente altrove.

Con questa iniziativa, il Gruppo PD in Regione Liguria intende assicurare una maggiore partecipazione democratica, sottolineando che il diritto di voto è un principio sancito dalla Costituzione italiana e che la sua effettiva esercitabilità non può essere limitata da vincoli logistici o normativi.

“Il diritto di voto – dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello, primo firmatario della proposta di deliberazione –  nel nostro Paese è formalmente garantito a tutti, ma nella pratica è sempre più difficile da esercitare per una parte consistente della popolazione. Non per disaffezione o scelta consapevole di non partecipare, ma per un ostacolo concreto: la domiciliazione in un altro comune rispetto a quello di residenza. A pagarne le conseguenze sono soprattutto i giovani che studiano, si formano e lavorano lontano da casa, ma anche tutti quei cittadini che hanno un lavoro o si devono curare oltre i confini della propria regione. Togliere gli ostacoli per il voto dei ‘fuori sede’ è una priorità quanto mai urgente. Il referendum sulla giustizia delle scorse settimane lo ha confermato: centinaia e centinaia di giovani non hanno potuto votare, tanti altri hanno dovuto affrontare spese per il viaggio, senza neanche la possibilità di rimborso, o farsi nominare rappresentati di lista per poter esercitare il proprio diritto di voto. Una situazione che non si deve ripetere più. Compito delle Istituzioni è rimuovere gli ostacoli che impediscono la partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Auspichiamo ora, che l’iter per l’approvazione della deliberazione sia rapido e che, dopo il passaggio in commissione, anche il Consiglio regionale sappia esprimere un voto favorevole ampio, senza distinzioni di parte”.

“Quello del voto ai fuori sede – dichiara il capogruppo del PD in Regione Armando Sanna – è un tema che come Partito Democratico portiamo avanti da tempo. Nella scorsa legislatura avevo presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale per chiedere l’apertura di un tavolo nazionale e individuare modalità che permettessero agli studenti e ai lavoratori domiciliati lontano dalla propria residenza di esercitare il diritto di voto senza ostacoli. Oggi torniamo su questo tema con una proposta concreta, perché non è più accettabile che milioni di cittadini siano messi di fronte alla scelta tra spendere centinaia di euro per viaggiare o rinunciare a votare. Garantire il voto ai fuori sede significa rafforzare la democrazia e la partecipazione, soprattutto delle giovani generazioni. È una battaglia di civiltà che riguarda il diritto costituzionale di voto e la qualità della nostra democrazia”.

“La proposta che abbiamo presentato – conclude il Gruppo PD in Regione – va al cuore del problema: oggi milioni di cittadini, soprattutto giovani, sono di fatto esclusi dal voto perché vivono lontano dal proprio comune di residenza. Con la modifica della legge n. 165 del 2004 si consente alle Regioni di introdurre strumenti concreti che permettono anche ai fuori sede di votare senza dover affrontare ostacoli insostenibili. Solo intervenendo sulla normativa nazionale si può sbloccare una situazione ferma da anni. A quel punto le Regioni potranno finalmente prevedere soluzioni già praticate in altri contesti europei e, in forma limitata, anche in Italia – come nella Provincia autonoma di Bolzano – dal voto per corrispondenza al voto anticipato in luoghi diversi dal comune di residenza. La realtà è sotto gli occhi di tutti: cresce il numero di persone che studiano e lavorano lontano dal territorio di origine, e la Liguria è un esempio evidente di questa dinamica. Continuare a ignorarlo significa accettare che una parte sempre più ampia della popolazione resti esclusa dalla partecipazione democratica. Per questo non si può perdere altro tempo e agire”.

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