Sanità territoriale, confronto pubblico a Savona sulla riforma ligure

A Savona un dibattito sulla riforma della medicina territoriale in Liguria e le sue difficoltà operative.

stetoscopio e smartphone

Sanità / Politica | Un incontro pubblico si terrà venerdì 27 marzo a Savona, presso il Nuovo FilmStudio in Piazza Pippo Rebagliati 6a, per discutere della situazione della sanità territoriale in Liguria. L’iniziativa, intitolata «Curarsi è ancora un diritto? Il fallimento della medicina territoriale in Liguria», è promossa dall’associazione Liguria Insieme e vedrà la partecipazione di operatori sanitari, amministratori locali e rappresentanti del mondo sociale.

Gianni Pastorino, capogruppo in Regione della Lista Andrea Orlando Presidente, ha espresso una valutazione critica sulla riforma della sanità territoriale varata dalla giunta regionale guidata da Bucci. Secondo Pastorino, questa riforma è stata approvata in tempi ristretti e senza un confronto reale con i professionisti del settore, generando «professioniste e professionisti sanitari disorientati» e servizi che faticano a partire. Pastorino sottolinea che l’intervento legislativo non ha tenuto conto delle specificità del territorio ligure, con particolare riferimento all’entroterra, alle aree periferiche e ai piccoli comuni, che risultano trascurati rispetto alla sanità diffusa.

Il consigliere evidenzia che, invece di rafforzare la presenza sanitaria capillare, la riforma ha introdotto un modello che rischia di aumentare la distanza tra i servizi e i cittadini. Tra le criticità segnalate vi sono strutture inaugurate ma ancora non operative, carenze croniche di personale e difficoltà di accesso ai servizi. Pastorino ha affermato che «non basta cambiare i nomi o costruire nuovi contenitori se poi dentro non ci sono le risorse per farli funzionare». La discussione pubblica, ha concluso, vuole mettere al centro «le esperienze reali, i problemi concreti e le proposte», rimarcando che la sanità territoriale riguarda la vita quotidiana soprattutto delle persone più fragili.

Monica Nigro, medico pediatra, porterà la sua testimonianza ponendo l’attenzione sulle Case della Comunità, previste dalla riforma come centri integrati di assistenza sanitaria territoriale. Secondo Nigro, queste strutture rischiano di rimanere «scatole vuote» a causa della carenza di personale e delle condizioni insufficienti per farle realmente funzionare. La pediatra ha inoltre segnalato come la Liguria non sia un territorio uniforme e come le aree interne e quelle difficili da raggiungere, con una popolazione spesso anziana, necessitino di un sistema sanitario che non si limiti alla concentrazione dei servizi in pochi centri. A tal proposito ha osservato che senza un rafforzamento dei collegamenti e dei servizi di prossimità si rischiano nuove disuguaglianze nell’accesso alle cure.

Nigro sottolinea l’importanza del rapporto di fiducia tra medico e paziente, caratteristica peculiare della medicina territoriale diffusa, che potrebbe essere compromessa da un sistema più centralizzato. Evidenzia inoltre le difficoltà attuali legate alla scarsità di medici e specialisti, con «bandi deserti» e carenze nelle zone territoriali, che rendono problematico anche il mantenimento dei servizi essenziali. In assenza di un adeguato organico «nessuna riforma può funzionare», e pensare di riempire le Case della Comunità senza risolvere questo aspetto è «semplicemente irrealistico».

L’appuntamento di venerdì si propone come un momento di confronto aperto per analizzare le discrepanze tra le intenzioni della riforma e la realtà operativa nei territori liguri. Le conclusioni dell’incontro saranno affidate ad Andrea Orlando.

Red. Corsara

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