Non Una Di Meno Albenga: importante mobilitazione al corteo dell’8 marzo

Il collettivo evidenzia l’importanza delle mobilitazioni, critica il disegno di legge Bongiorno e sollecita un centro antiviolenza femminista

Non una di meno manifestazione Albenga 8 marzo, il corteo avanza tra viale Pontelungo e via Genova
Non una di meno manifestazione Albenga 8 marzo 2026

Attualità | Il movimento Non Una Di Meno di Albenga ha espresso soddisfazione per la partecipazione al corteo organizzato l’8 marzo nelle vie della città, una manifestazione che ieri ha coinvolto diverse realtà del territorio ligure. L’iniziativa è stata promossa dal nodo ingauno di Non Una Di Meno, che ha ringraziato in particolare il nodo di Ponente Ligure e il Collettivo Spiraglio Imperiese per la condivisione di quella che è stata definita una «prima importante occasione di mobilitazione» in occasione della Giornata internazionale della donna.

Nel corso dell’ultimo mese, il collettivo ha sottolineato come siano stati molti gli appuntamenti dedicati alle tematiche transfemministe, tra cui una lettura collettiva e un incontro sulle malattie invisibili organizzato con Aied Albenga. La partecipazione a questi momenti è stata descritta come significativa, suscitando «entusiasmo» e confermando un crescente interesse verso le questioni di genere.

Non Una Di Meno ha inoltre criticato alcune posizioni espresse da realtà locali che, a loro avviso, sottovalutano l’efficacia delle manifestazioni pubbliche. A questo proposito, il movimento ha ricordato come la conquista di diritti fondamentali sia stata possibile anche grazie alle lotte in piazza e all’impegno collettivo. «Non possiamo sottovalutare lo strumento con cui abbiamo conquistato, per esempio, la legge 194 o la Convenzione di Istanbul», hanno ribadito.

Il collettivo ha evidenziato anche il ruolo dei centri antiviolenza femministi, nati dalle mobilitazioni e tuttora impegnati nell’assistenza alle donne vittime di violenza, con un approccio che riconosce il carattere strutturale del fenomeno e che evita la vittimizzazione secondaria. In particolare, Non Una Di Meno ha manifestato preoccupazione per il disegno di legge Bongiorno, definito un provvedimento che «normalizza la violenza e apre le porte ai processi alle vittime».

In relazione al contesto locale, il movimento ha rilevato la necessità di rafforzare la presenza di realtà transfemministe attive e radicali, capaci di affrontare non solo le emergenze ma anche le cause profonde della violenza di genere attraverso «impegno quotidiano, formazione, presenza sul campo e mobilitazione». Infine, Non Una Di Meno ha auspicato la creazione di un centro antiviolenza femminista nel territorio ingauno, ritenuto «di estremo bisogno» per rispondere alle esigenze delle donne della zona.

(effe / Red. Corsara)

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