Pd: Governo respinge modifica classificazione Comuni montani liguri

Valentina Ghio e Davide Natale denunciano l’impatto negativo sulle aree interne e la mancata azione della Regione Liguria

Politica | Il governo ha respinto le proposte del Partito Democratico volte a rivedere la classificazione dei Comuni montani liguri all’interno del decreto Milleproroghe. L’esclusione di numerosi enti liguri dalla lista dei Comuni montani, riformulata secondo criteri basati esclusivamente su altitudine e pendenza, ha suscitato critiche da parte delle forze di opposizione, che denunciano un impatto negativo sulle aree interne della regione.

La nuova classificazione esclude diverse amministrazioni locali della Liguria, tra cui Ranzo, Chiusavecchia, Tovo San Giacomo, Zuccarello, Cicagna, Tribogna, Coreglia Ligure, Beverino, Borghetto Vara e Brugnato. Questi Comuni, secondo quanto riferito, già affrontano difficoltà nel mantenere servizi essenziali come quelli scolastici e sociosanitari, e sono coinvolti in iniziative per contrastare lo spopolamento. L’esclusione comporta la perdita di accesso a finanziamenti statali riservati alle montagne, come la quota di 200 milioni di euro prevista nella legge di bilancio, contributi per la messa in sicurezza del territorio e misure contro il dissesto idrogeologico. Inoltre, vengono meno agevolazioni fiscali e contributive per imprese e professionisti attivi in queste aree, così come punteggi premiali nei bandi nazionali ed europei, deroghe sulle assunzioni nel pubblico impiego locale e altri strumenti di sostegno.

Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo PD alla Camera e prima firmataria di uno degli ordini del giorno riguardanti la Liguria, ha definito la decisione del governo «una scelta grave e irresponsabile», accusandolo di non voler correggere una «riforma costruita su criteri esclusivamente altimetrici e di pendenza, incapaci di rappresentare le reali condizioni sociali, economiche e infrastrutturali delle aree interne». Ghio ha inoltre sottolineato come «per questa destra esiste una montagna di serie A e una montagna di serie B», evidenziando che «comunità intere, spesso già fragili, vengono private del sostegno a cui avrebbero pieno diritto».

Anche Davide Natale, segretario del PD Liguria, ha criticato la decisione del governo Meloni e l’inerzia della Regione Liguria nel gestire la questione. Natale ha evidenziato che il mancato intervento regionale ha lasciato «decine di Comuni liguri in ginocchio», sottolineando che l’elenco aggiornato dei Comuni montani prevede l’esclusione di amministrazioni che dipendevano dai fondi e dalle opportunità legate a questa classificazione per garantire servizi e sviluppo. Il segretario regionale del PD ha inoltre richiamato la necessità di un sostegno che, pur non potendo sostituire i finanziamenti statali, «la Regione avrebbe dovuto garantire con una pressione politica forte sul Governo». Natale ha aggiunto che il Partito Democratico si impegnerà a garantire supporto ai territori penalizzati e a modificare la classificazione voluta dalla Lega e sostenuta dalla Regione guidata da Bucci.

Le associazioni e gli amministratori locali coinvolti nel processo di classificazione avevano chiesto da tempo una revisione dei criteri, ritenuti insufficienti per rappresentare la complessità delle condizioni delle zone interne. Tuttavia, il governo ha respinto sistematicamente gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati in Parlamento per modificare la normativa.

La questione della classificazione dei Comuni montani ha dunque aperto un confronto acceso tra governo, forze di opposizione e istituzioni regionali, con ricadute significative sulle politiche di sostegno e sviluppo delle aree montane liguri.

(Red. Corsara)

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