Artigianato ligure: nel 2025 tenuta complessiva ma con segnali di fragilità

Genova e Imperia guidano la crescita mentre Savona e La Spezia registrano cali nel settore artigiano

Economia | Nel 2025 l’artigianato in Liguria si è confermato un settore di rilievo per l’economia regionale, mantenendo un equilibrio sostanziale tra nuove iscrizioni e cessazioni di imprese. Secondo i dati elaborati dal centro studi di Confartigianato Liguria, le imprese artigiane registrate in regione sono caratterizzate da un saldo complessivo vicino alla parità, con 2.758 nuove iscrizioni e 2.767 cessazioni, corrispondenti a un calo netto di appena 9 unità (-0,02%). Questo risultato colloca la Liguria tra le regioni del Nord Ovest con una maggiore capacità di stabilità rispetto a Piemonte e Valle d’Aosta, pur restando al di sotto della Lombardia, l’unica a registrare una crescita nel settore artigiano (+0,22%).

L’analisi complessiva mette in luce un sistema artigiano in grado di avviare nuove attività, ma ancora alle prese con la difficoltà di consolidare le imprese nel tempo. A tal proposito, Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria, sottolinea: «Il numero aumentato di aperture e chiusure ci dice che molte imprese faticano a consolidarsi nel tempo: è qui che si gioca la sfida del ricambio generazionale e del sostegno a chi sceglie di fare impresa». Grasso evidenzia inoltre l’importanza delle politiche di accompagnamento messe in campo negli ultimi anni, che hanno contribuito a mitigare gli effetti di una fase economica complessa, ma invita a «garantirne la continuità e rafforzare gli strumenti di supporto» per favorire la stabilità e lo sviluppo del settore.

A livello provinciale, le dinamiche risultano differenziate. Genova, che ospita il maggior numero di imprese artigiane, mostra un leggero incremento (+7 imprese), con 1.288 iscrizioni e 1.281 cessazioni. Imperia registra il miglior saldo positivo (+61), frutto di 585 nuove aperture e 524 chiusure, segnalando una maggiore vivacità in termini di creazione di imprese. Savona e La Spezia invece evidenziano un calo rispettivamente di 38 e 39 imprese, con 544 iscrizioni e 582 cessazioni nella prima e 341 iscrizioni contro 380 cessazioni nella seconda provincia.

Nel dettaglio settoriale, il comparto delle costruzioni si conferma il motore trainante dell’artigianato ligure. La regione conta oltre 21.300 imprese attive in questo settore, che nel 2025 fa registrare un saldo positivo di 112 unità, sostenuto soprattutto dalle province di Genova (+51) e Imperia (+74). Savona mantiene un equilibrio mentre La Spezia registra un lieve calo (-13). Il settore manifatturiero artigiano, invece, presenta una situazione più complessa con un saldo negativo di 73 imprese sull’intero territorio regionale. Le province di Genova (-24), Savona (-23), Imperia (-15) e La Spezia (-11) segnalano tutte un decremento, evidenziando le difficoltà strutturali legate ai costi di produzione, alla domanda e alla necessità di innovazione.

Il comparto del trasporto e magazzinaggio mostra un saldo regionale leggermente negativo (-9 imprese), ma con differenze territoriali: Imperia (+13) e La Spezia (+3) registrano saldi positivi, mentre Genova (-10) e Savona (-15) risentono maggiormente delle tensioni economiche. La variabilità di questi dati riflette la sensibilità del settore alle oscillazioni della congiuntura economica.

Nel complesso, i dati del 2025 confermano che l’artigianato ligure mantiene un ruolo essenziale nel tessuto produttivo regionale, anche se i segnali di fragilità richiamano l’attenzione sulle sfide future, in particolare per quanto riguarda il sostegno alle nuove imprese e la capacità di adattamento alle trasformazioni economiche in atto.

(effe / Red. Corsara)

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