Attualità | Il Consiglio regionale della Liguria ha celebrato questa mattina, nell’aula Sandro Pertini, la Seduta Solenne dedicata al Giorno della Memoria, in ricordo delle vittime della persecuzione in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale. La cerimonia, aperta dal presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari, ha visto la partecipazione di consiglieri regionali, assessori e altre autorità, che hanno osservato un minuto di silenzio per onorare le vittime dei campi di sterminio.
L’orazione ufficiale è stata affidata a Mario Venezia, presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma, che ha sottolineato le radici storiche della comunità ebraica a Genova e le conseguenze delle leggi razziali e della persecuzione nazista in Liguria e in Italia. Venezia ha evidenziato l’importanza di raccogliere documenti e testimonianze per ricostruire la storia della persecuzione in tutte le sue sfaccettature, e ha richiamato l’attenzione sull’attuale clima di antisemitismo: «Le comunità ebraiche non possono sfilare da anni il 25 aprile, se non per essere insultate», ha detto, aggiungendo che anche Liliana Segre, senatrice e testimone della Shoah, vive sotto scorta fin da prima del 2023. Ha inoltre richiamato l’attenzione sui pericoli della propaganda e sull’uso distorto dei social media, che «con il loro linguaggio sintetico e semplificato favoriscono l’eliminazione dell’umanità dell’altro». Venezia ha concluso con un monito: «L’attenzione a chi usa parole e immagini contro l’avversario per ridurlo a un oggetto da eliminare può essere un segnale per comprendere anche i rischi attuali».
Nel suo intervento, il presidente Balleari ha definito la Shoah come «il simbolo della violenza ideologica e politica portata all’estremo», sottolineando come essa rappresenti «una catastrofe che segnò l’intera umanità». Ha ricordato la complicità del regime fascista italiano nella persecuzione, a partire dalle leggi razziali fino ai rastrellamenti e alle deportazioni. Secondo Balleari, «la memoria è l’unico argine contro l’indifferenza, contro la rimozione, contro la banalizzazione del male», un atto che «è pubblico, civile e inevitabilmente politico perché riguarda la comunità e il confine tra civiltà e barbarie». In riferimento agli sviluppi recenti, ha espresso preoccupazione per l’uso strumentale delle parole nello spazio pubblico, citando in particolare episodi di antisemitismo legati a manifestazioni pro-Palestina e le difficoltà incontrate da alcune figure nel poter esprimere le proprie opinioni, come nel caso dell’ex parlamentare Emanuele Fiano, figlio di un sopravvissuto ad Auschwitz, che lo scorso 27 ottobre è stato negato il diritto di parola all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Balleari ha auspicato che «la tregua di oggi possa diventare la pace di domani, nel pieno rispetto del diritto di due popoli e due Stati e dei diritti umani di entrambi».
La cerimonia si è conclusa con la premiazione di 33 studenti liguri vincitori della diciottesima edizione del concorso “27 gennaio: Giorno per la Memoria”, istituito dalla Legge regionale n.9 del 16 aprile 2004 e rivolto agli studenti degli istituti superiori della Liguria. I premiati provengono da diverse città: 10 dalla Spezia, 7 da Chiavari, 6 da Sarzana, 5 da Imperia, 2 da Ronco Scrivia, 1 da Savona, 1 da Genova e 1 da Imperia. I vincitori saranno accompagnati da una delegazione del Consiglio regionale in visita al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau tra il 23 e il 27 febbraio prossimi.
Non hanno partecipato alla seduta i 10 studenti dell’Istituto Einaudi Chiodo della Spezia, anch’essi vincitori del concorso. Come spiegato dal presidente Balleari, l’assenza è dovuta all’impossibilità di partecipare in seguito ai funerali del loro compagno di scuola Youssef Abanoub, scomparso recentemente. «Abbracciamo virtualmente la città di Spezia, i compagni di classe e tutti gli studenti che oggi non hanno ricevuto il meritato riconoscimento», ha dichiarato Balleari.
(Red. Corsara)








