Pd Liguria critica gestione pronto soccorso

Il segretario PD e la responsabile sanità evidenziano problemi nella gestione e nelle strutture territoriali

Politica / Sanità | La situazione dei pronto soccorso in Liguria continua a suscitare preoccupazioni, e polemiche, a causa dell’elevato afflusso di pazienti registrato in questi giorni. Secondo il segretario del Partito Democratico (PD) Liguria, Davide Natale, e la responsabile sanità della segreteria regionale, Katia Piccardo, l’attuale gestione della sanità regionale presenta criticità rilevanti.

Natale e Piccardo hanno definito “un fallimento” la capacità della giunta regionale di centrodestra di gestire l’emergenza nei pronto soccorso, evidenziando la pressione che grava sul personale sanitario e sui volontari coinvolti nel sistema di emergenza urgenza, tra cui le pubbliche assistenze e la Croce Rossa.

In particolare, hanno criticato le risposte fornite dall’assessore regionale alla Sanità, Gianni Nicolò, ritenute “inadeguate e approssimative”. Le dichiarazioni dell’assessore, che aveva in precedenza attribuito ai medici la responsabilità della carenza di guardie mediche durante le festività di Capodanno, erano state poi smentite.

Nel contesto attuale, con i pronto soccorso in difficoltà, Nicolò ha invitato i cittadini a rivolgersi alle Case di comunità, strutture che in alcune aree della regione non sarebbero ancora operative o sarebbero in ritardo nella realizzazione. Natale e Piccardo hanno inoltre sottolineato la mancanza di chiarezza nella gestione dei vertici della sanità regionale, conseguenza della recente riforma che ha portato all’istituzione di un’Azienda unica regionale.

Questo quadro, secondo i rappresentanti del PD, lascia dubbi su chi debba essere il referente per la gestione delle problematiche ospedaliere: i nuovi vertici della direzione sanitaria dell’Azienda unica o la precedente dirigenza delle Asl, ormai senza competenze. Infine, Natale e Piccardo hanno affermato: “Ancora una volta, però, la coppia Bucci-Nicolò non è in grado di dare nessuna risposta e a pagarne le conseguenze sono i cittadini e il personale sanitario”.

(Red. Corsara)

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