Politica / Difesa | Il Consiglio dell’Unione Europea e il Parlamento hanno raggiunto ieri un’intesa provvisoria per agevolare investimenti più rapidi e coordinati nel settore della difesa attraverso modifiche a cinque regolamenti chiave, questione che resta molto controversa. Un elemento di rilievo è l’inclusione dell’Ucraina nel Fondo Europeo per la Difesa, consolidando il legame tra Bruxelles e Kiev nel rafforzamento delle capacità militari europee,
Accordo e finalità | L’intesa provvisoria, maturata in sede negoziale tra Consiglio e Parlamento, mira a potenziare il sostegno finanziario all’industria e alla tecnologia della difesa nel quadro del bilancio UE vigente. Le modifiche regolamentari interessano i programmi Digital Europe, European Defence Fund, Connecting Europe Facility, Strategic Technologies for Europe Platform (STEP) e Horizon Europe. L’obiettivo è facilitare investimenti più flessibili e tempestivi, rafforzando la base tecnologica e industriale europea nel settore militare.
Inclusione dell’Ucraina nel Fondo Europeo per la Difesa | Un aspetto innovativo dell’accordo riguarda l’associazione dell’Ucraina al Fondo Europeo per la Difesa, che apre nuove opportunità di collaborazione tra enti ucraini e progetti di ricerca e sviluppo congiunti nell’ambito della difesa comunitaria. Questa decisione riflette una volontà esplicita di sostenere la resilienza e l’integrazione progressiva dell’Ucraina nel tessuto industriale e tecnologico europeo della difesa.
Posizioni ufficiali | Come ha evidenziato Troels Lund Poulsen, Ministro della Difesa della Danimarca, «è un importante traguardo per implementare il piano ReArm Europe e accrescere la prontezza difensiva entro il 2030». Inoltre, ha considerato la necessità di «massimizzare gli investimenti in tecnologie dual-use e difensive per preparare il futuro insieme a Europa e Ucraina». Marie Bjerre, Ministro per gli Affari Europei della Danimarca, ha fatto presente che l’accordo «trasmette un chiaro segnale sull’impegno europeo nella sicurezza, aprendo programmi chiave a investimenti difensivi». Ha aggiunto che si tratta di un «passo essenziale per una Europa più forte, resiliente e capace di difendersi entro il 2030».
Implicazioni finanziarie e regolamentari | L’intesa estende il supporto finanziario europeo alle imprese attive in settori dual-use e difensivi, con un mantenimento sostanziale delle regole di ammissibilità già vigenti in strumenti come SAFE e EDIP. Questo approccio consente di integrare le risorse disponibili per promuovere efficacemente la modernizzazione tecnologica e industriale nel campo della difesa, senza stravolgere le normative esistenti.
Quadro normativo e prossimi passaggi | Le modifiche fanno parte del cosiddetto “mini-Omnibus per la difesa”, un pacchetto legislativo presentato dalla Commissione europea nell’aprile 2025 con l’intento di rendere più agevole l’utilizzo di fondi UE destinati al sostegno economico e all’innovazione anche per finalità difensive militari. Tale iniziativa si affianca al “defence readiness omnibus” proposto a giugno 2025, volto a migliorare la capacità di reazione e la preparazione militare europea. L’accordo odierno dovrà ora essere ratificato formalmente da Parlamento e Consiglio per entrare in vigore.
(effe / Red. Corsara)
