di Alfredo Sgarlato – Consueto appuntamento ottobrino al Teatro Ambra nel nome di Fabrizio De André e Don Gallo, presentato da Gino Rapa, Antonio Ricci e Dori Ghezzi, col supporto musicale di Franco Fasano e Mauro Vero. Doverosamente il pomeriggio si è aperto con l’ovazione per Sigfrido Ranucci, Fionda di Legno 2022, colpito nei giorni scorsi da un vile attentato. Trafficanti di sogni è il nome che Don Gallo ha dato a chi continua a credere nell’arte, nella musica, nella parola, nella solidarietà, nell’accoglienza, chi è davvero fuori dal coro, e i trafficanti di sogni hanno molte anime.

La musica innanzitutto: ieri pomeriggio rappresentata da Luca Bassanese, cantautore veneto conosciutissimo all’estero e poco qui da noi; ha cantato due canzoni sue, in cui alla poetica della strada e degli ultimi, quelli che Don Gallo, a cui Luca ha dedicato una canzone, ospitava nella sua comunità, si mescolano l’appello al sogno e le sonorità mediterranee e balcaniche (ha collaborato con la Kočani Orkestar), oltre a rendere omaggio a De André, come fa in tutti i suoi concerti. Un personaggio interessante, carismatico, che speriamo di rivedere presto in concerto.

I racconti di vita: stavolta è ospite Mauro Repetto, fondatore degli 883, che dopo aver conosciuto il successo galattico e avere inciso un disco di culto, “Zucchero Filato Nero”, aveva deciso di ritirarsi a vita privata. Adesso è tornato sul palco, racconta la sua vita in uno spettacolo teatrale, qui all’Ambra improvvisa un monologo in cui in maniera spontanea e poetica ci fa conoscere chi è veramente con poche parole. Ovviamente offre le sue canzoni più famose, che tutto il pubblico canta a squarciagola.

La solidarietà, rappresentata da Lilli, anima della comunità di San Benedetto al Porto, e da Vittorio Brumotti, inviato ciclista di Striscia la Notizia, che combatte malaffare, soprusi, spaccio nelle periferie delle città, rischiando in prima persona. Brumotti si racconta e riceve una Fionda speciale a lui dedicata.

Il momento del ricordo: ospite Giusy Reitano, figlia di Mino, che viene ricordato con affetto dai presenti, che hanno avuto modo di collaborare con lui come musicista o personaggio televisivo, ricordandone la simpatia e la genuinità, che lo faceva amare da chiunque lo abbia incontrato.

Non può mancare la satira, coi beffardi Pirati dei Caruggi che, pur con qualche parolaccia di troppo, mettono alla berlina i vizi di noi liguri, a cominciare dalla ben nota ospitalità, presentando anche uno sketch inedito. Molte risate, la torta di riso sarà anche finita, ma battute e sberleffi non ci mancheranno mai.
Abbiamo riso, abbiamo cantato, ci siamo commossi, un buon modo per passare un sabato di questo ottobre che sembra ancora estate.
*Foto di Roberto Ruaro
