La Regione Liguria ha celebrato il ventesimo anniversario dell’entrata in vigore del proprio Statuto, un documento che ha radicalmente ridefinito la forma di governo e i rapporti istituzionali locali. L’evento ha offerto l’occasione per un bilancio sul ruolo dello Statuto e sulle prospettive di aggiornamento, con approfondimenti di accademici e rappresentanti istituzionali.
Il ventesimo anniversario dello Statuto ligure | Oggi, 13 ottobre 2025, nell’Aula consigliare “Sandro Pertini” di Genova, l’Assemblea legislativa della Regione Liguria ha commemorato il ventesimo anniversario dell’entrata in vigore del nuovo Statuto regionale, datato 5 maggio 2005. Il presidente Stefano Balleari ha ricordato come la nuova Carta, approvata con legge regionale e non più con legge dello Stato, abbia segnato un momento cruciale nella storia istituzionale locale. Come ha evidenziato, lo Statuto “è imperniato sul principio di autonomia e sussidiarietà” e riflette le specificità territoriali e l’identità della Liguria quale “porta dell’Europa sul mondo”. L’approvazione, frutto di un lungo iter iniziato nel 2000 con la costituzione di una Commissione speciale, ha introdotto una forma di governo con elezione diretta del presidente della Giunta e ha rafforzato il ruolo del Consiglio regionale.
Contributi accademici e riflessioni istituzionali | Nel corso della seduta, diversi professori universitari hanno fornito analisi approfondite sul valore e sulle implicazioni dello Statuto. Giancarlo Rolla ha messo in luce come il 2005 rappresentasse un passaggio verso una “fase costituente” degli Statuti regionali, caratterizzata dall’introduzione di vincoli specifici, soprattutto sulla forma di governo e la distribuzione delle competenze. Ha fatto presente che l’innovazione più rilevante riguardava la partecipazione diretta dei cittadini nella selezione dei candidati, ispirata al modello anglosassone dello “shadow cabinet”. Matteo Cosulich ha sottolineato come lo Statuto, pur radicato nella Costituzione, si configuri come un atto autonomo e fondamentale, capace di “valorizzare la posizione dell’Assemblea quale luogo di confronto tra maggioranza e opposizione” e di promuovere la partecipazione popolare attraverso strumenti quali il referendum.
Lorenzo Cuocolo ha analizzato la forma di governo regionale in rapporto alle riforme costituzionali, rimarcando come, nonostante l’uniformità formale delle Regioni ordinarie, la Liguria abbia adottato “numerosi correttivi per valorizzare la posizione del Consiglio regionale”, conferendogli ampi margini di controllo e dialogo con l’esecutivo. Enrico Albanesi ha avanzato proposte per un ulteriore potenziamento dello Statuto, suggerendo la creazione di una sessione europea comune tra Giunta e Consiglio e una maggiore trasparenza attraverso la diretta streaming dei lavori consiliari. Ha anche richiamato l’importanza di rispettare i confini costituzionali nei rapporti tra esecutivo e Assemblea e ha evidenziato la necessità di un coordinamento più rigoroso nelle novità introdotte dall’ultima modifica statutaria, in particolare riguardo ai ruoli del Consigliere delegato e del Sottosegretario.
Il percorso di evoluzione normativa dello Statuto | Dal 2005 a oggi, lo Statuto della Regione Liguria ha subito diverse revisioni. Nel 2007 è stata sottolineata la natura normativa piena del Consiglio regionale definito come “Assemblea legislativa”. Nel 2013 sono stati ridotti il numero dei consiglieri da 50 a 30 e quello degli assessori da 12 a 6, in linea con le misure nazionali di contenimento della spesa. Nel 2015, a seguito della diminuzione dei consiglieri, è stato proporzionalmente ridotto anche l’Ufficio di presidenza, mentre il calcolo degli assessori si basa su un quinto dei componenti del Consiglio. Le recenti modifiche approvate a settembre 2025 non sono ancora operative, dato che entro tre mesi dalla pubblicazione è possibile richiedere un referendum popolare che potrebbe sottoporle a verifica entro sei mesi.
Contenuti e principi dello Statuto vigente | L’attuale testo, articolato in 77 articoli, ha introdotto la forma di governo con elezione diretta del presidente della Giunta e ha rafforzato i poteri del Consiglio regionale. È riconosciuto il ruolo dell’opposizione, anche attraverso istituti come il “question time”. Lo Statuto sancisce il principio di parità di opportunità e promuove la partecipazione dei cittadini alle attività istituzionali. Sono altresì valorizzati il Consiglio delle Autonomie locali e le Autorità di garanzia, mentre il principio di sussidiarietà funge da metodo nei rapporti con enti locali e soggetti privati.
Bilancio legislativo e numeri della Regione Liguria | In venti anni, tra la VIII e la XII legislatura, la Regione Liguria ha adottato 4 leggi statutarie, 702 leggi regionali e 78 regolamenti. Il 2009 ha rappresentato il picco legislativo con 67 leggi approvate. Tra questi provvedimenti, 70 sono stati impugnati dal Governo. Dal 1970, anno di fondazione della Regione, al 2025, le leggi regionali promulgate sono state 2243, con 4 leggi statutarie e 167 regolamenti. Sono state abrogate 1081 leggi, di cui 531 tramite leggi di semplificazione, mentre quattro leggi sono state dichiarate incostituzionali dalla Corte Costituzionale.
(Red. Corsara)


