A Savona si è tenuto un convegno nazionale che ha concluso un progetto triennale dedicato all’innovazione educativa per i giovani a rischio di devianza. Il progetto, chiamato “Navigazioni”, ha coinvolto complessivamente 290 minori in quattro regioni italiane, di cui 35 in Liguria, con particolare attenzione al territorio savonese.
L’evento si è svolto nella Sala della Sibilla, all’interno della Fortezza del Priamar di Savona. Il progetto è stato promosso dal consorzio nazionale Idee in Rete, coordinato dal Consorzio Il Sestante, ed è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Nel corso dei tre anni, “Navigazioni” ha messo in rete territori, competenze e sperimentazioni con l’obiettivo di costruire un nuovo modello di intervento per ragazzi e ragazze a rischio di devianza o autori di reato.
Le attività hanno coinvolto le regioni Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto, con la creazione di alleanze tra servizi sociali, giustizia minorile, terzo settore, scuole e famiglie. Il progetto ha implementato strumenti educativi innovativi, équipe multiprofessionali, percorsi di giustizia riparativa, comunità accoglienti e azioni di prevenzione precoce.
Il modello di intervento si è basato su percorsi individualizzati e sull’uso di metodologie innovative. Tra queste, il supporto psico-sociale ai minori ha incluso azioni di creatività multimediale tramite il metodo InFilm. Inoltre, si è lavorato al recupero delle relazioni familiari attraverso i ‘progetti familiari’, basati sul family group conference. Il reinserimento sociale è stato favorito da attività di co-progettazione di prodotti digitali, eventi e riappropriazione di spazi comuni, realizzate in collaborazione con scuole e associazioni partner, utilizzando la metodologia della peer education. Per i giovani tra i 14 e i 21 anni sono state previste anche attività di orientamento e inserimento lavorativo, attraverso l’analisi delle competenze individuali e il collegamento con aziende locali.
Il convegno, intitolato “Punti notevoli e prospettive di un sistema sperimentale”, ha ripercorso le esperienze territoriali, le sfide metodologiche e i risultati raggiunti. Tra gli interventi principali quelli di Marco Gargiulo, presidente di Idee in Rete, e Franco Prina, sociologo dell’Università di Torino, insieme ai coordinatori delle équipe territoriali. Nel pomeriggio si è svolta una tavola rotonda moderata dalla giornalista Anna Spena (VITA), che ha visto la partecipazione di rappresentanti del Ministero della Giustizia, della Regione Liguria, dell’USSM, di fondazioni bancarie e di amministrazioni locali. Al centro della discussione la questione della sostenibilità e replicabilità dei modelli adottati, che puntano su un progetto educativo personalizzato per i minori, dimostrando una maggiore efficacia socio-pedagogica e una migliore efficienza economico-organizzativa.
Antonella Brandone, presidente del Consorzio Il Sestante, ha dichiarato che “coordinare un progetto così ricco di idee, progettualità e collaborazioni è stata per noi una responsabilità grande”. Ha aggiunto che “oggi condividiamo la soddisfazione di aver contribuito a costruire un modello basato sull’attenzione ai singoli ragazzi e alle singole ragazze, alle loro storie anche difficilissime”. Ha inoltre sottolineato l’opposizione a un approccio punitivo della giustizia minorile, affermando di credere “nella promozione della legalità e nella creazione di opportunità. Chi ha sbagliato o chi rischia di farlo deve poter trovare occasioni e aiuto per cambiare rotta”.
Anna Manca, presidente di Confcooperative Liguria, ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti, definendo il progetto “una testimonianza delle grandi capacità e professionalità della cooperazione sociale, che apporta risorse alle comunità costruendo reti e ponti tra tutti i soggetti chiamati a contrastare la povertà educativa, ricucire gli strappi della società, costruire coesione guardando al futuro”. Ha ricordato che “ancora una volta agiamo quella funzione sociale che la Costituzione, all’art. 45, ci riconosce”.


